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Attenti ai mercanti di sogni


di Stefano Fanton

Ha detto una volta Warren Buffett: «Investire in un mercato che le persone credono sia efficiente è come giocare a bridge con qualcuno a cui hanno spiegato che è inutile guardare le carte». Una santa verità, pronunciata dal più grande degli investitori degli ultimi 50 anni e forse più. Ma c’è un’altra massima che si può aggiungere: “Ripeti una bugia 100 volte ed essa diventerà una verità.”

E’ una delle più famose frasi attribuite a Joseph Goebbels, messo da Adolf Hitler nel 1933 a capo del Ministero per la Chiarezza Pubblica e la Propaganda.

E’ triste dirlo, ma è un esempio perfetto di come l’ ”effetto gregge” finisca con l’inculcare alle masse convinzioni, idee, opinioni e codici di comportamento. I reiterati appelli alla vittoria inevitabile persuadevano gli ascoltatori a unirsi alla massa anche per il naturale desiderio di ritrovarsi dalla parte dei vincitori. Gli esiti di quella convinzione sono noti a tutti.

Tuttavia il Terzo Reich ha che ben poco ha a che fare con il trading, ma è un paradigma delle bugie che vengono veicolate come verità, come dogmi. La parola d’ordine sembra essere una sola: spararla grossa. Ma talmente grossa che qualcuno finisce sempre per crederci: questa sembra la filosofia del messaggio di molti imbonitori, moderne guide del guadagno facile.

Guadagnare in borsa è facilissimo, basta conoscere poche regole e il rischio è inesistente. Il trading è alla portata di tutti, guadagnare il 40% l’anno è il minimo…



Venite senza timore pecorelle, comperate senza paura, qui nessuno vuole tosarvi.



Non vi è limite alla fantasia dei “mercanti di sogni” che, facendo leva sul desiderio di arricchirsi facilmente, propongono infallibili sistemi per guadagnare non solo delle grosse cifre ma, concetto molto subdolo e che fa grande presa, anche la gestione del proprio tempo speculando comodamente seduti a casa.

Niente più viaggi in macchina per raggiungere il posto di lavoro, nessun capo odioso al quale rendere conto di ogni cosa e denaro a volontà. Un sogno, o meglio un miraggio con una forte attrattiva.

Basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca la frase: “guadagnare in borsa” ed ecco che appaiono decine di link e messaggi pubblicitari, ne riporto giusto qualcuno a titolo di esempio.


Guadagnate soldi,
poco importa se le quotazioni di borsa…
…SALGONO o SCENDONO

Salve, sono il Re del mercato.
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Allettante vero? Peccato che la realtà sia ben diversa da quella che viene prospettata, il trading è un’attività estremamente complessa che però sembra facile se la si osserva senza conoscerla a fondo. In fin dei conti si tratta solamente di pigiare un tasto per comperare e uno per vendere, ma quante cose ci sono dietro un semplice gesto!

E anche se il novello “trader” inizialmente guadagna. state pur certi che si tratta di un prestito che il mercato si riprenderà indietro con lauti interessi.

Guadagnare 600 € al giorno con il trading non è un obiettivo alla portata di un dilettante che inizia a fare trading dopo aver letto qualche libro o seguito un corso.

Dovete riuscire ad immaginare i movimenti dei prezzi come fossero una musica, da leggere e da comprendere, a volte anche da suonare ma, per la maggior parte del tempo, da ascoltare.

Nessun musicista vi dirà mai che per imparare a suonare un pianoforte basta leggere un libro, al contrario occorre moltissima pratica diretta. Allo stesso modo nel trading la teoria serve solamente per poter sviluppare correttamente e coerentemente la pratica. Diviene fondamentale simulare il trading per periodi anche lunghi e, solo dopo aver compreso che la musica cambia repentinamente, provare a suonare.

Molti investitori eccepiscono che con il simulatore di trading guadagnano fior fiore di quattrini ma poi nel mercato reale perdono.

Perché?

La risposta non è difficile, trattano il grafico simulato per quello che è, una linea che si muove e quindi agiscono di conseguenza. Nel trading reale, invece, non osservano più il grafico ma lo analizzano, aggiungono le loro previsioni, si fanno irretire dalle suadenti voci della speranza, dell’ingordigia o della bramosia, voci suadenti che cedono velocemente il passo alla paura e alla disperazione.

E’ per questo che speculazioni di breve si trasformano in investimenti, solitamente proprio quando generano grosse perdite.

Fermiamoci qui, a meditare un attimo (anche di più) sulle cose appena scritte. La prossima volta ci occuperemo di cosa vuol dire davvero dedicarsi al trading a tempo pieno.


Continua…


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