Sanare la finanza, per sanare l’economia

Paolo Balice - presidente AIAF
Rimettere le briglie alla finanza imbizzarrita, affinché torni strumento di crescita dell’economia. Un obiettivo certo non facile, ma ineludibile, da cui prenderà le mosse il Convegno “Finanza: la serva padrona?”, dal sottotitolo altrettanto significativo ”Una finanza responsabile per una sana economia”; un appuntamento promosso dall’AIAF (Associazione Italiana Analisti Finanziari) che si terrà a Milano mercoledì 25 gennaio, presso l’Auditorium Don Giacomo Alberione di via Giotto 36.
Spiega Paolo Balice, attuale presidente AIAF: “Metteremo insieme esponenti di rilievo del mondo accademico e di quello finanziario sulle proposte e le soluzioni per correggere gli eccessi del sistema finanziario internazionale. Il convegno è curato da Ettore Fumagalli, socio onorario AIAF ed ex presidente di Borsa Italiana”.
Dott. Balice, sanare la finanza per sanare l’economia, se ne discute da anni….
Sì, e purtroppo si è perso molto tempo. Ora, però, l’acuirsi della crisi su alcuni debiti sovrani e l’incertezza sugli esiti possibili, obbliga tutti a fare bene i compiti, come si usa dire. Del resto, sono temi che l’AIAF segue da tempo, come testimoniano la redazione di un Position Paper nel 2009 e il più recente documento “La crisi del debito sovrano in area euro: il punto di vista dell’AIAF”.
Da dove partire?
Il primo tema è quello dei controlli, dei limiti operativi che deve avere una finanza al servizio dell’economia. Dai banchi dell’università abbiamo imparato che la finanza è, o dovrebbe essere, un elemento di crescita perché mobilita risorse per progetti. Purtroppo paghiamo anni, anzi decenni, di scarsi controlli e aumento a dismisura della leva. Non è in discussione il sacrosanto diritto alla ricerca del profitto o a parametri privatistici, ma è necessario trovare un equilibro che eviti la finanza sia causa della destabilizzazione dei mercati. Il risultato è una crisi che ha investito i debiti sovrani, in primis quelli europei.
Che fare per i debiti pubblici sotto pressione nell’Eurozona?
Sono il riflesso di una costruzione incompleta, cioè di una valuta comune per Paesi troppo diversi. E anche della diversa funzione che finora ha potuto esercitare la BCE rispetto ad altre Banche centrali. Il doveroso controllo dell’inflazione dell’Eurotower non può essere l’obiettivo prioritario in tempi del genere. Per curare i debiti pubblici occorre tempo. Ma intanto bisogna dare alla BCE tutte le munizioni necessarie.
Bisogna però convincere i tedeschi…
Già, ma il caso greco è illuminante, è un esempio evidente di perdita di tempo. Non bastano i principi se poi un paese affoga.
E venendo al caso Italia?
Intanto il governo Monti ha svolto un ruolo decisivo nel far passare una manovra dura ma necessaria, per sgomberare il campo dall’incertezza che ci avvolgeva. Ora serve il resto. Nel convegno affronteremo punti che, come AIAF, riteniamo cruciali per il futuro dell’Italia. Ne elenco alcuni: 1) il ruolo di sostegno alla ricapitalizzazione delle nostre imprese da parte di Borsa italiana, a fronte del rischio di marginalizzazione del mercato finanziario del Paese; 2) gli aspetti regolamentari e i conflitti di interesse insiti nelle strutture attuali del sistema finanziario, e i limiti delle riforme dei controlli bancari e finanziari già parzialmente attuate e ancora in discussione in Europa, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna; 3) la valorizzazione del patrimonio della Medie e Piccole imprese italiane, un tema certamente prioritario e strategico. Mi fermo qui e invito tutti, anche i non addetti ai lavori, ad iscriversi e partecipare al nostro convegno.
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