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La Trappola della Trasparenza


di John Mauldin

Nei giorni scorsi la Fed ha annunciato che manterrà i tassi bassi fino al 2014. Dunque, i tassi di interesse resteranno i medesimi per un periodo ancora più lungo. Questo cambiamento di politica, per alcuni buoni motivi, ha avuto un riflesso negativo sulla stampa, ma vi voglio offrire un punto di vista diverso sulle loro motivazioni.

Ci dicono che i tassi rimarranno bassi per altri tre anni, con un sacco di implicazioni negative. In primo luogo, ci dicono che la Fed non si aspetta una crescita significativa durante questo periodo (entreremo più avanti nel merito del PIL). In secondo luogo, dicono a qualsiasi individuo o azienda che non c'è ragione di affrettarsi e di prendere in prestito denaro per accaparrarsi i tassi più bassi. Potete aspettare e vedere come le cose andranno prima di decidere di agire.

In particolare, Comstock Partners ha lanciato feroci critiche: "A nostro parere la nuova politica della Fed è un atto disperato, piuttosto che qualcosa da festeggiare. Il FOMC ha utilizzato tutte le sue armi convenzionali e un sacco non convenzionali. Il sistema bancario sta nuotando in un eccesso di riserve che non utilizza. Questa è una classica trappola della liquidità, in cui un ulteriore allentamento non sarà di molto aiuto. La forza del mercato azionario presuppone che l'economia sia sempre più forte e che i guadagni delle società rimangano a livelli elevati. Noi pensiamo che questo non sarà il caso, e che il mercato sarà soggetto ad un rischio di ribasso, anche significativo".

Sono d'accordo con la loro visione e con le loro conclusioni, ma penso che la Fed sia in una trappola della liquidità. Per mancanza di un termine migliore, conieremo un nuovo termine "trappola della trasparenza". La Fed e il FOMC non creano le loro politiche in modo isolato. I singoli membri parlano con i leader aziendali ogni settimana, e il loro personale è anche alla ricerca di opinioni. Anche se non possono parlare con voi e con me, sono attenti alle reazioni e alle altrui posizioni. Prendiamolo come un dato di fatto. Questi non sono uomini e donne che possono essere facilmente spinti in una posizione. Stanno dove sono per essere in grado di prendere con forza una posizione e spingere le loro politiche. Hanno speso molte energie e un sacco di lavoro nel farle. Francamente, è un lavoro dannatamente difficile. Non importa quello che fanno, sconvolgeranno un sacco di gente. E questa settimana è stata un esempio calzante.

Ben Bernanke è stato molto aperto nel dire che voleva una Fed più trasparente. Voleva obiettivi espliciti di inflazione, molto tempo prima che entrasse a far parte della FED. Voleva di più dalla comunicazione e dal FOMC. Molti tra i media e altrove hanno lodato questi atteggiamenti, me compreso, in quanto ora si conosce di più sul loro pensiero.

Tuttavia, ci sono state critiche che sostengono che la Fed dovrebbe tenere i suoi assi nascosti. Il comunicare  troppo potrebbe anche indurre degli errori, in quanto le politiche potrebbero cambiare e la Fed non dovrebbe sentirsi bloccata in nessuna situazione se le circostanze di base si modificassero. Ci dovrebbe essere un elemento di incertezza, che viene mantenuto. Alcuni ex membri della Fed sono stati molto espliciti nel loro desiderio di non aumentare la trasparenza della Fed. Come con le salsicce e le leggi, semplicemente non vogliono sapere troppo su ciò che accade nella definizione delle politiche della Fed.

Ma lentamente, Bernanke ha impresso la sua impronta sulla Fed, comprese le sue opinioni sulla trasparenza. I suoi discorsi e le presentazioni sono molto più comprensibili delle nebulose dichiarazioni di Greenspan. Ha iniziato a fare conferenze stampa. E con questo incontro, ha convinto i 17 membri del FOMC nel dare, in questo momento, le proiezioni sull'economia - dicendo dove la Fed pensa che i tassi saranno tra cinque anni.

I titoli dei giornali hanno parlato della Fed e dei tassi che rimarranno "invariati" fino al 2014, ma se si guardano le  previsioni in generale, le attese registrano - a un certo punto nel 2014 - un rialzo dello 0.5%. E per la cronaca, ecco il resto delle loro previsioni più significative:

"La Fed ha abbassato la sua previsione di crescita economica di un paio di tacche per l'intero periodo (vedi tabella sottostante). La Fed vede l'economia in crescita intorno al 2,2% -2,7% nel 2012. Il consenso delle Blue Chip sulla crescita negli Stati Uniti è del 2,2% medio su base annua a partire dal gennaio 2012, mentre la crescita secondo il FMI sarà nel 2012 del 1,5% per gli Stati Uniti.

"La tendenza del tasso di disoccupazione per il 2012-2014 è stata abbassata, ma la proiezione nel lungo periodo è rimasta intatta. Il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi tra 8,2% e 8,5% entro la fine dell'anno, il che è diverso dal consenso delle Blue Chip che è intorno all’ 8,5% (determinato da un sondaggio svolto prima della pubblicazione del rapporto sull'occupazione di dicembre, molto probabilmente sarà rivisto verso il basso). L'inflazione è proiettata al di sotto del target della Fed del 2,0% fino al 2014. Per quanto riguarda l'inflazione, Bernanke ha formalmente indicato che l'inflazione è al 2,0%, che è l'obiettivo della Fed e questo tasso è coerente con il doppio mandato della Fed ". (Asha Bangalore, Northern Trust)

Tutto sommato, non è un gruppo così ottimista. Dato il loro parere, non c'è da stupirsi che si aspettino che i tassi rimangano bassi. E così abbiamo la trappola della trasparenza. Solo ora ci dicono quello che realmente pensano, cosa che molte persone per la maggior parte voleva non molto tempo fa. E vediamo le 17 singole previsioni, in modo che possiamo avere un'idea della gamma di opinioni, che, in realtà, è piuttosto ampia. Guardate il grafico seguente, che ci mostra cosa i membri del FOMC si aspettano dai tassi.

Si noti che sei membri si aspettano un rialzo entro i prossimi due anni e quattro si aspettano tassi invariati fino al 2015, con due membri che pensano che i tassi non aumenteranno fino al 2016. E per quello che viene definito come il "lungo termine", si aspettano che il tasso sui Fed Funds resti al 4,25%. (Il che mi induce a manipolare quella canzone del classico film per bambini, Biancaneve. "Some Day My Price Will Come").



(Potete vedere tutte le proiezioni nei magnifici dettagli al seguente link: http://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/fomcprojtabl20120125.htm .)

Di a noi quello che tu pensi che noi vogliamo sentirci dire

Se vogliamo sapere che cosa pensano, e che ci dicono, allora dobbiamo sparare al messaggero? Noi abbiamo chiesto, e loro ci hanno consegnato il messaggio. Se ci avessero dato queste previsioni e non avessero cambiato le loro proiezioni sul tasso di interesse dall'ultimo incontro, sarebbero stati ridicoli, perché non avrebbero detto nella dichiarazione quello in cui realmente credevano.

In un modo molto reale, sono stati costretti a dire che si sarebbero aspettati dei tassi piatti per i prossimi 2-3 anni. Dire dell'altro sarebbe stato piuttosto inutile, nella migliore delle ipotesi, e soggetto a critiche ancora più intense nel peggiore dei casi. Una volta che hanno optato per la trasparenza, sono stati costretti a prendere la posizione che hanno mantenuto. Mettete questo nella categoria dello "stare attenti a quello che si chiede, perché lo si potrebbe ottenere."

Ora, prendete nota. E io non intendo questo come un atto d'accusa specifico agli economisti della Fed e alle loro previsioni. Questo vale per tutti quelli che osano avventurarsi nel campo delle previsioni.

C'è una naturale tendenza a prendere le condizioni attuali e a proiettarle in avanti. Ed è per questo che gli analisti sui titoli che fanno previsioni sugli utili fanno delle pessime previsioni. E tutto il gruppo degli economisti delle blue chip (negli Stati Uniti) non sono ancora stati capaci di prevedere una recessione, anche quando questa era già iniziata, per non parlare di anticiparla! Una volta che si basano su dei modelli, sono condannati all'errore. Ho letto studi che mostrano che le analisi degli analisti non sono nemmeno accurate rispetto a come ci si potrebbe aspettare da una  semplice selezione casuale.

Penso che dovremmo prendere queste proiezioni della Fed come una semplice curiosità, per almeno i prossimi due anni. In due anni avremo 16 gruppi di dati (8 incontri all'anno), che ci mostreranno l'evoluzione del loro pensiero, tutto ciò sarà molto interessante.

Per quel che vale, se qualcuno me lo avesse chiesto, gli avrei detto che i tassi rimarranno invariati per un lungo periodo di tempo. Ci aspettiamo una deflazione, la realtà del deleveraging (riduzione della leva finanziaria). Il che suggerisce una minore inflazione. Ho scritto a lungo sul perché la disoccupazione sarà più alta di quello che stanno dicendo, ma è solo un prodotto del contesto attuale e semplice matematica. Per vedere la disoccupazione scendere abbiamo bisogno di vedere una crescita in un range del 3,5%, e il nostro prossimo argomento ci mostrerà perché non siamo nemmeno vicini a quel numero.

Un dato veramente debole sul PIL

Il PIL si è attestato al 2,8% per il 4° trimestre del 2011. Che è un numero rispettabile, dato che l'economia statunitense aveva fatto solo 1,6% l'anno scorso. Per coloro che guardano a questo numero come se fosse mezzo pieno, offro le seguenti osservazioni. In primo luogo, esaminate la crescita del PIL negli anni scorsi. Il 4° trimestre è stato migliore rispetto ai trimestri precedenti, e poi il PIL è sceso di nuovo.



Il numero 2,8% è più debole di quanto sembri. Due terzi di questa crescita (1,9%) è dovuta all'aumento delle scorte (i principi contabili generalmente riconosciuti affermano che l'aumento delle scorte fa crescere il PIL, mentre la vendite delle scorte lo riducono). "Le vendite finali (PIL meno variazioni delle scorte) sono cresciute di un anemico 0,8% annuo nel quarto trimestre, un forte rallentamento dal sano 3,2% del terzo trimestre. Il che dipinge un quadro diverso da quello apparente della ripresa e della crescita globale del PIL dal 1,8% annuo del terzo trimestre. La differenza riflette il passaggio per la ricostruzione delle scorte nel quarto trimestre rispetto alla diminuzione avvenuta nel terzo trimestre." (Barron's)

Suppongo che si potrebbe interpretare la crescita delle scorte delle imprese come se fossero ottimiste sul futuro delle vendite e sulla ricostituzione delle scorte, ma date le deboli vendite al dettaglio (rispetto agli anni precedenti) questa interpretazione è piuttosto dubbia. E così tutto quello che è realmente accaduto è stata una completa inversione, nei trimestri precedenti, delle scorte per le vendite. Ci sarà una diminuzione delle scorte nei prossimi trimestri, che sarà un ostacolo per il futuro numero del PIL, molto simile a quanto abbiamo visto negli ultimi anni.

La crescita delle vendite al dettaglio non è stata forte. E per l'ultimo anno, più del 90% del totale delle vendite al dettaglio sono arrivate dalla diminuzione del tasso di risparmio, in quanto è sceso dal 4% al 2%. Sarà difficile andare molto più in basso, in modo che la "spinta" che abbiamo ottenuto lo scorso anno dalle vendite al dettaglio, anno su anno, faccia ancora crescere il PIL. Se la maggior parte delle vendite al dettaglio e della crescita del fatturato è venuto dalla diminuzione del risparmio, ciò ci suggerisce che le vendite al dettaglio non offriranno più molto in termini di crescita per il prossimo anno. Tanto per dire.

Inoltre, nel calcolo del PIL reale, si sottrae l'inflazione. La Fed preferisce una misura dell'inflazione chiamata PCE (spesa per consumi personali). Si tratta essenzialmente di una misura di beni e servizi mirati verso gli individui e consumati dagli individui. Il numero che si legge nei vari mezzi di comunicazione è il CPI o indice dei prezzi al consumo. Il CPI è inflessibile, in quanto rappresenta sempre lo stesso paniere di beni. Il PCE d'altra parte, dovrebbe prendere in considerazione l'idea che se la bistecca è troppo costosa, si mangiano gli hamburger. Il CPI è di solito lo 0,3-0,5% più alto rispetto al PCE, il che è conveniente se si desidera che il numero del PIL migliori.

La Fed ha cambiato il PCE nel febbraio del 2000. Il cambiamento è stato sepolto nelle note in calce sull'annuale Humphrey-Hawkins come testimoniato dall'allora presidente della Fed, Alan Greenspan. Quindi, la crescita anemica del 1,9% per l'ultimo decennio sarebbe stata ancora peggio, se avessimo utilizzato la precedente misura di inflazione (CPI). Capite bene, c'è un argomento a favore dell'uso del PCE, come molti studiosi sostengono che in realtà l'inflazione del CPI sia sovrastimata. Ma c'è anche un argomento a favore del CPI. Dipende un po' da ciò che si desidera sia il numero finale.

Andiamo avanti in modo veloce, il cambiamento anno su anno con il CPI è stato del 2,5%, con il PCE che è solo aumentato del 1,7%. E nell'ultimo quarto si è ridotto drasticamente, allo 0,04% su base annua. Un'anomalia dovuta al basso costo dell'energia e delle materie prime? Parzialmente, certo. Quindi, se il loro obiettivo di inflazione è del 2%, utilizzeranno il PCE per una politica monetaria più flessibile da parte della Fed.

Tutto sommato, il PIL è stato aiutato dai numeri che non saranno facilmente replicati. Per molto tempo ho sostenuto che l'economia statunitense è in una situazione del cavarsela alla meno peggio, in un range intorno al 2%. Mi ricordo quando l'anno scorso, in questo periodo, abbiamo avuto stime di crescita del 4-5% per il 2011. Mi sembravano così ribassiste. Ora, non tanto, in quanto il 2% sarebbe stato meglio di quanto abbiamo raggiunto.

Credo che saremo fortunati se ce la caveremo anche quest'anno. Intendiamoci, se non fosse per un potenziale shock che potrebbe arrivare da una grave crisi europea e per una reale recessione, gli Stati Uniti quest'anno non dovrebbero scivolare in una vera e propria recessione.

Banche centrali: un azione di bilanciamento sul filo del rasoio

Ho ricevuto questa nota dall'esperto di obbligazioni (e compagno di pesca nel Maine) Jim Bianco (e per gentile concessione di Barry Ritholtz). Mi ha fatto sedere a prendere appunti. Ha paragonato i bilanci delle quattro maggiori banche centrali (Stati Uniti, Europa, Giappone e Cina) e poi delle quattro banche centrali europee (Germania, Inghilterra, Francia e Svizzera). C'è stata letteralmente un'esplosione in tutti i loro bilanci. È interessante notare che la Cina è quella che ha visto la maggiore crescita. Ma dov’é l'inflazione che ci si sarebbe aspettata dopo tutta la moneta stampata? Se ne può vedere un po' in Cina, ma non altrove.

 



Jim sottolinea che i bilanci delle banche centrali, se presi insieme, sono esplosi recentemente in contemporanea al totale della capitalizzazione del mercato azionario mondiale. E conclude con questi pensieri:

Che cosa significa tutto questo?

"Il 2011 è stato così complicato perché tutte le azioni apparentemente si sono mosse tutte insieme. Era come se ogni società dell'S&P 500 avesse il medesimo presidente del consiglio di amministrazione che conosceva solo una strategia, con un conseguente elevato grado di correlazione tra aziende che apparentemente non sono correlate tra loro.

"Il massivo coinvolgimento delle banche centrali nei mercati rischia di tornarci indietro come se di fatto avessimo un'economia con una pianificazione centrale. Queste società dell'S&P 500 hanno tutte lo stesso presidente, ed è Ben Bernanke, perché le sue politiche stanno influenzando tutti. Questo è ciò che rende così difficile la gestione del denaro. Le correlazioni hanno degli alti e bassi; lo fanno sempre. Ma che cosa potrebbe far si che queste possano muoversi in modo autonomo? Ciò potrà avvenire solo quando i governi e le banche centrali se ne andranno.

"Ma se poi se ne vanno via, questo non significa che le cose peggioreranno? Forse le cose potrebbero anche peggiorare, ma questo significherebbe che anche noi risolveremmo gli eccessi nel mercato. Premieremmo le persone che fanno le cose giuste e puniremmo le persone che fanno le cose sbagliate. E così avremmo un processo di adeguamento che potrebbe essere duro, ma poi si avrebbe un lungo periodo di espansione.

"Le banche centrali stanno controllando i mercati in una misura tale che questa generazione di laureati non l'aveva mai visto. Tutte insieme, stanno stampando moneta in misura tale che mai si era visto nella storia umana.

"Quindi, come questo processo può essere invertito? Come le banche centrali possono togliere trilioni di dollari di denaro stampato senza che i mercati vadano in tilt? Francamente, nessuno lo sa, e neanche tutte le banche centrali che continuano a fare nuovi record nella stampa di moneta.

"Fino a quando in tutto il mondo una strategia di uscita potrà essere strutturata e compresa, il rischio nei mercati salirà e scenderà in base alla percezione e alla realtà dei bilanci delle banche centrali. Finché questi sono percepiti positivamente, come lo è stato il continuo aumento dei prezzi delle case, il rischio nei mercati aumenterà.

"Quando / Se queste banche centrali raggiungeranno dei limiti, come è stato il caso con i prezzi delle case, una continua espansione dei bilanci non sarà più considerata con una luce positiva. Viceversa saranno invece considerati con la medesima luce con la quale sono stati visti i CDO sostenuti dai mutui sub-prime quando i prezzi delle case stavano scendendo. I capi di queste banche centrali non saranno più messi su un piedistallo, ma considerati come otto Alan Greenspan che hanno causato una crisi finanziaria.

"E' impossibile da sapere quale sarà il punto di svolta tra una crescita del bilancio propenso verso le attività rischiose rispetto ad uno restio. Dato il tasso di crescita dei bilanci delle banche centrali di tutto il mondo negli ultimi anni, potremmo non dover aspettare troppo tempo per scoprirlo. Siate felici mentre continuano ad essere favorevoli al rischio".

Potete leggere l'intero articolo su The Big Picture: http://www.ritholtz.com/blog/2012/01/living-in-a-qe-world/

Qualche considerazione sul LTRO

La BCE sta accettando la maggior parte di collaterali che le banche europee mettono a disposizione e li inserisce sul proprio bilancio, come parte dell'operazione di rifinanziamento a lungo termine (LTRO). Fondamentalmente, questo permette ad una banca di trasferire un asset e depositarlo presso la banca centrale e ricevere il denaro all'1%, che gli viene trasferito e che la stessa banca può utilizzare per migliorare sia il proprio bilancio e la liquidità, o per comprare debito governativo europeo, diciamo al 6%. Se la banca poi offre un 5% sui prestiti e effettua della leva, il tutto può "avere un buon effetto" in un breve periodo di tempo.

Questo è lo stesso principio (in teoria) che Paul Volcker ha utilizzato nel 1980 quando ha permesso alle banche statunitensi di contabilizzare il debito dei paesi latino-americani al valore nominale. Dandogli così abbastanza tempo e il differenziale sul tasso d'interesse, affinché le banche potessero trovare la via d'uscita al problema. Per Volker la cosa ha funzionato. Alla fine, le banche statunitensi hanno fatto abbastanza soldi per essere in grado di cancellare tutti i cattivi debiti.

Ma quello di oggi è un cerotto, nel tentativo di nascondere il vero problema delle banche che sono fondamentalmente in bancarotta e del debito governativo dei paesi, i quali anche loro sono in default o a rischio di default. La Germania ha sostanzialmente gettato la spugna sul non permettere alla BCE di stampare denaro. Mentre sta ancora ringhiando e abbaiando, come ogni cane ben addestrato. Essendo un grosso cane, il loro abbaiare ti rende nervoso, ma nei fatti stanno consentendo alla BCE di sostenere le banche in tutta Europa. Su questo punto almeno, Sarkozy ha vinto.

Finché LTRO continua, questo dovrebbe rimandare il problema di una vera e propria crisi bancaria - fino a quando il Portogallo non farà default, e dopo tutti gli occhi saranno puntati verso l'Italia e la Spagna. Se la BCE ha autorizzato il finanziamento dell'Italia e della Spagna, anche se attraverso il retro della porta, questo vorrà dire che la Germania ha fatto la sua scelta di mantenere l'euro intatto, e non importa a quale costo.

Sindrome da esaurimento Greco

Uno dei miei buoni amici ha avuto questa settimana  una piccola cena privata con il presidente di una importante banca tedesca, che ha sottolineato, con un senso di umorismo macabro, che pensava di poter ottenere dal suo collega di banca tedesco abbastanza soldi a buon mercato da dare alla Grecia, per far si che continuasse ad andare avanti. Hanno veramente la sindrome da esaurimento Greco.

Il banchiere tedesco ha anche detto che il Portogallo avrebbe dovuto eventualmente lasciare, e ha detto che pensava che l'Irlanda avrebbe subito un taglio sul debito. Italia e Spagna in qualche modo dovrebbero farcela. Almeno questo è il punto di vista dalla cima della piramide di una banca tedesca.

I tassi di interesse portoghesi stanno crescendo. Senza un reale sostegno da parte dell'Europa, non possono mantenere i loro debiti a tassi che gli permettano di poter ripartire. Mentre stanno coraggiosamente tentando di ridurre il loro deficit, l'austerità sta riducendo il loro PIL e quindi le loro entrate fiscali. Ad un certo punto, non avranno altra scelta che il default.

Il caso interessante è quello dell'Italia. Loro hanno degli spazi nel loro bilancio per effettuare dei tagli. Se la BCE continuerà a sovvenzionare il loro debito (con l'abbassamento del costo del tasso di interesse) o con il raggiungimento di un accordo che permetta di abbassare il tasso sulle obbligazioni, cosa che in teoria potrebbero fare. Ma anche con un altro nome si tratta sempre di default. Mantenere lo status quo non è possibile. Non passerà molto tempo prima che siano ad rapporto del 130% debito-PIL, se l'Europa cade in una recessione. Il FMI ha da lungo tempo sostenuto che il 120% è la linea di demarcazione.

E' solo una questione di chi paga e di come viene effettuato il pagamento. Ma qualcuno pagherà.

E c'è questa nota per chi pensa che con l'austerità ci siano delle limitate conseguenze. Dal Centre for European Reform:

"I decisori politici dell'Eurozona  - dal presidente Sarkozy a Wolfgang Schäuble, fino a l'ex presidente della BCE, Jean-Claude Trichet - sostengono che l'Italia e la Spagna dovrebbero emulare i paesi baltici e l'Irlanda. Questi quattro paesi, sostengono e dimostrano, che l'austerità fiscale, le riforme strutturali e i tagli salariali sono in grado di ripristinare la crescita delle economie e la sostenibilità del debito. Lettonia, Estonia, Lituania e Irlanda hanno dimostrato che il cosiddetto "consolidamento fiscale espansivo" opera e che le economie possono recuperare competitività con il commercio con l'estero (e riequilibrare i loro deficit commerciali) senza l'aiuto dato dalla svalutazione monetaria. Tali affermazioni sono altamente fuorvianti. Sono state l'Italia e la Spagna ad accettare questo consiglio, così le implicazioni per l'economia europea e per il futuro dell'euro saranno devastanti.

"Che cosa hanno fatto le tre economie baltiche e l'Irlanda per attirare consensi del genere? Tutte e quattro hanno sperimentato delle depressioni economiche. Passando da un massimo ad un minimo, con una perdita compresa tra il 13 per cento in Irlanda, al 20 per cento in Estonia, il 24 per cento in Lettonia e il 17 per cento in Lituania. Rispetto al minimo della recessione, le economie della Estonia e Lettonia hanno recuperato circa la metà della potenza perduta e la Lituania circa un terzo. Da parte sua, l'economia irlandese ha appena recuperato del tutto e ora sta affrontando la prospettiva di una nuova recessione.

"La domanda interna in ognuna di queste quattro economie è scesa ulteriormente rispetto al PIL. Nel 2011 la domanda interna in Lituania è stata del 20% inferiore rispetto al 2007. In Estonia la differenza è stata del 23%, e in Lettonia di un poco credibile 28%. Nello stesso periodo, la domanda interna irlandese è crollata di un quarto (ed è ancora in calo). In ogni caso, il calo del PIL è stato molto meno profondo rispetto al calo della domanda interna a causa dello spostamento di grandi dimensioni nella bilancia commerciale. Il miglioramento dei saldi esterni non riflette miracoli verso l'esportazione, ma solo un forte calo delle importazioni a fronte del crollo della domanda interna".

Portogallo e Grecia sono su quel sentiero, se non saranno espulse dalla zona euro. Italia e Spagna non potranno evitare il triste risultato del troppo debito, senza un forte sostegno europeo, il che significa che la BCE dovrà farlo, in quanto nessun paese offrirà tale importo come aiuto, dato che nessuno ha i soldi per farlo. Ma questo significa una diminuzione del valore della valuta e del potere d'acquisto, un aumento dei costi energetici e delle materie prime, ecc. Come continuo a dire, non è una questione di dolore o non dolore, è semplicemente una scelta di quale dolore e quanto di quel dolore i due paesi vogliono avere.

E' interessante guardare la partita che si sta giocando con il debito greco (solo interessante, perché non ho alcun debito greco). I privati detentori di obbligazioni stanno ora cercando di riottenere soltanto circa il 30% su un euro. Ora stanno chiedendo che la BCE sopporti con una quota una parte del loro dolore, e il FMI è apparentemente d'accordo che la BCE dovrebbe farlo. La BCE sta aggressivamente resistendo a un’idea di questo tipo. In questo caso viene definito un principio particolarmente interessante. Se lo si fa per la Grecia, poi la linea sarà molto più lunga. L'euro è in un viaggio verso la parità con il dollaro, come ho detto da lungo tempo.

Quelli che predicono la morte del dollaro (almeno contro le principali valute mondiali) e l'iperinflazione, non capiscono la natura piuttosto viziosa della deflazione e del deleveraging del debito. Ma questo è un argomento per una successiva lettera.

Ah, ma cosa ho ricevuto in questo momento, alle 3:36 AM (tramite il mio partner di Londra, Niels Jensen), ecco è un articolo di Nick Doms su Examiner.com, sta affermando che, sì, la Grecia farà default:

"La Grecia sta prevedendo un'uscita ordinata fuori della zona euro secondo due fonti vicine al signor Papademos, primo ministro greco, che hanno parlato, questa mattina presto, in anonimato. Le fonti hanno confermato che i piani sono pronti per tornare ad una moneta nazionale date le attuali circostanze e di come tale uscita dovrebbe essere gestita, citando 'in maniera più ordinata possibile' ....

"Una strategia di uscita greca non sarà probabilmente annunciata ufficialmente fino ai primi di marzo, quando i ministri delle finanze dell'Unione europea si incontreranno."

Ebbene, vedremo.

Il tuo analista che più o meno si sta divertendo,




John Mauldin
John@FrontLineThoughts.com

© 2012 John Mauldin. All rights reserved.
© 2012 versione italiana a cura di Horo Capital. Tutti i diritti riservati.

John Mauldin - www.johnmauldin.com - è un esperto finanziario, autore di best-seller, tra cui l'ultimo Endgame. Ogni settimana, oltre 1 milione di lettori scelgono Mauldin per la sua visione su Wall Street, il mercato globale e la storia economica.  La newsletter “Thoughts from the Frontline” fornisce agli investitori in modo gratuito, informazioni imparziali e di orientamento. La traduzione italiana è curata da Horo Capital e disponibile su www.scenarifinanziari.it 

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