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Un Benchmark color argento

di Paolo Radini

Non solo oro, anche argento. In effetti, la commodity ha avuto una partenza strepitosa da inizio anno (la migliore performance del metallo prezioso dal lontano 1983), e oggi viaggia intorno al +22% circa dal primo gennaio.

Eppure non è finita. Basti dire che la crescita della domanda industriale, dove il metallo è utilizzato nell’industria elettronica e nella produzione di celle fotovoltaiche, è atteso – ad esempio dagli analisti di Barckays Capital – in crescita del 2.5% annuo, mentre per quelli di Morgan Stanley la domanda per investimenti potrebbe attestarsi a 2 mila tonnellate, contro le -1,300 tonnellate del 2011.

Inoltre si registra un ritorno della domanda da investimento, sia come “bene rifugio”, sia come strumento di diversificazione. Tutti fattori, dunque, destinati a sostenere le quotazioni nel corso del 2012. In particolare, secondo le stime degli analisti (fonte Bloomberg), i prezzi dell’argento nel quarto trimestre si possono stimare intorno ai 37,50 dollari l’oncia (oltre il 10% in più rispetto ai prezzi attuali).

Dal punto di vista tecnico, il grafico (vedi sotto) mette in evidenza il rally delle ultime settimane innescatosi dai minimi del 29 dicembre 2011 a quota 26,14 dollari, con le quotazioni impegnate al test di 34 dollari per oncia. In caso di deciso breakout (rottura rialzista) di quest’ultimo livello si creerebbero i presupposti per un ulteriore allungo verso area 35,65-37,0, con target successivo a 39,60.

 

Tra i certificati lineari che UniCredit mette a disposizione vi sono alcuni Benchmark legati all’andamento delle materie prime e, in particolare, ai metalli preziosi come argento e oro. Questi ultimi due inoltre incorporano un’opzione “Quanto” che preserva il rendimento dall’andamento del tasso di cambio. Un tipo di opzione che può risultare particolarmente utile in un periodo, come quello attuale, di forte volatilità valutaria.

Di seguito le caratteristiche del Benchmark Open End di UniCredit sull’argento.

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