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Spread BTP-Bund: due MINI Future per il calo


Nicola Francia - Responsabile Prodotti Quotati
Di Claudio Del Dongo

Che succede sui mercati? Si torna a ballare un po’ la rumba, con l’azionario in flessione (dopo una crescita sostenuta) e lo spread Btp-Bund in risalita. Proprio negli ultimi giorni, infatti, dopo aver toccato un minimo poco al di sotto dei 350 punti, il differenziale di rendimento del decennale fra Italia e Germania è risalito verso i 400 punti base. Complici, soprattutto, i timori di un fallimento “disordinato” della Grecia.

Tuttavia, nonostante le fibrillazioni delle ultime ore, rispetto ad alcuni mesi fa l’Italia mostra ormai un volto diverso alla comunità internazionale, quindi sui mercati, con un recupero di credibilità che si è concretizzato da novembre in poi in un calo dello spread compreso fra i 180 e i 270 punti.

Un risultato che, di conseguenza, si è tradotto in una ricca performance per chi ha scelto la strategia di cavalcare la discesa dello spread tramite l’acquisto, in contemporanea, di due strumenti offerti da RBS in grado di fare proprio il miglioramento del differenziale: un certificato Mini Long sul BTP e un certificato Mini Short sul Bund. Una “doppia” strategia suggerita sin dalla fine di novembre dello scorso anno (vedi Newsletter ITForum del 2 dicembre 2011) e che ha dato ottimi risultati, pari ad oltre il 23% in soli due mesi e mezzo.

Spiega Nicola Francia, Responsabile prodotti quotati in Italia di RBS: “In effetti abbiamo presentato agli investitori un’idea con grande tempismo. La discesa dello spread BTP-Bund, in assenza di un default dell’Italia che francamente nessuno immaginava potesse realmente concretizzarsi, era un’opportunità molto interessante, da cogliere all’istante, e soprattutto alla portata di ogni portafoglio”.

In pratica, dal 29 novembre, il BTP ha messo in campo un recupero del 18% (dati al 14 febbraio) mentre il Bund ha performato di circa il 3.6%. Una differenza che (vedi tabella in basso) nel caso di acquisto in contemporanea di 100 certificati Mini Long BTP e di altrettanti 100 certificati Mini Short Bund, si è tradotto in un guadagno del 23,44% (dati sempre al 14 febbraio).     

Fin qui il passato. Ma ora che fare? “E’ nostra opinione – aggiunge Francia – che la strategia conservi una sua validità nel tempo, con un orizzonte che possiamo estendere a tutto il 2012, di sicuro ai prossimi mesi, al di là di possibile inversioni di breve periodo. Anzi, quanto accade nelle ultime ore potrebbe consentire a chi ha perso il treno di novembre, di salire ora in carrozza, a prezzi più vantaggiosi di una settimana fa”.  “La nostra analisi – insiste Francia – si basa sul presupposto che vi possano essere ancora circa 200 punti potenziali di recupero per lo spread italiano. E’ del tutto ragionevole che il differenziale possa rientrare fino ai 150-180 punti, cioè dove si trovava nei primi mesi del 2011. Di conseguenza, la discesa vista finora sarebbe solo a metà strada”.

 

 

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