Wall Street clicca “Mi Piace” per Facebook
Comunque vada il debutto di Facebook sarà un successo. Resta da capire se, e quanto, durerà. I numeri del gioiellino di casa Zuckerberg parlano sopra ogni cosa: 845 milioni di utenti attivi al mese, 435 milioni di accessi al giorno e un utile netto stimato per il 2011 pari a circa 1 miliardo di dollari. Se si guarda poi ai margini di profitto si scopre che Facebook ha un margine operativo, ovvero il rapporto tra utile della gestione operativa e il fatturato, pari al 47%. Valori che neanche Google, Oracle, Microsoft o Apple, ritenute dagli analisti società con un elevato vantaggio competitivo, hanno realizzato negli ultimi 10 anni.
Questo dato, inoltre, acquista una valenza ancora maggiore se si tiene conto della giovane vita del gruppo americano. Nei primi anni, infatti, si concentrano i maggiori investimenti di un’azienda, i cui frutti in termini di utili e margini di profitto si osserveranno nel futuro. Quello che non è ancora chiaro è se questa sua posizione di vantaggio possa essere sostenibile anche nel lungo termine. “Il passaggio dalla pubblicità off-line a quella on-line ha segnato un passaggio cruciale per il mercato dell’advertising ”, commenta Rick Summer, analista Morningstar. “Google è stata la società che meglio di tutti ha saputo sfruttare questo cambiamento, ma anche Facebook, nonostante abbia un modo diverso di monetizzare la pubblicità, sarà in grado di cavalcare quest’onda sfruttando la convenienza della sua offerta”.
Il costo per impression delle pubblicità mostrate sul social network, infatti, è pari a 1/10 di quanto gli inserzionisti pagherebbero ad una emittente Tv, senza contare poi la possibilità di raggiungere con maggior successo il target della clientela desiderata grazie alla enorme quantità di dati che si dispone sugli utenti di Facebook.
Due incognite all'orizzonte
“La crescita futura di Facebook, però, è legata alla costruzione di una sua piattaforma nella quale far confluire contenuti di società esterne come ad esempio i social games di Zynga”, avverte Summer. “Non potendo monetizzare il numero dei suoi iscritti, come fa ad esempio LinkedIn, che ha anche una sezione di utenti a pagamento, Facebook dovrà promuovere questo nuovo canale in modo da incassare parte dei guadagni dei contenuti venduti sul suo sito”. L’altra incognita è rappresentata dall’ingresso di nuovi social network. “Al momento la minaccia principale sembra essere rappresentato da Google +” afferma l’analista.
“Il problema per Facebook, però, non è l’esistenza di un altro social network, ma se gli utenti abbandonano o meno Facebook”. Al momento si registra un numero elevato di utenti che sono presenti su entrambi i network, ma se Facebook riuscisse nel suo progetto di creare una ricca piattaforma di contenuti, migliorando l’esperienza dei suoi utenti, renderebbe molto alto il costo di switch ad un altro social network, e questo significherebbe cementare la sua leadership.
Di fronte a questo possibile scenario, quindi, Summer dà un giudizio sulla possibile valutazione del titolo: “Non credo che la stima di 100 miliardi di dollari che il mercato attribuisce a Facebook sia spropositata. Data la volatilità che caratterizzerà la sua crescita nei prossimi anni, l’oscillazione delle sue quotazioni darà la possibilità, anche a quegli investitori che non hanno potuto partecipare all’IPO, di poter prendere posizione sul titolo in un momento in cui questo è sottovalutato dal mercato.”
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