Turchia:
Ankara chiama Washington: accordo vicino e flussi in aumento dall'estero
di Claudia Segre, AssiomForex
La sensazione deve essere stata vicina a quella provata dall’osservazione
dei dervisci rotanti.Quando in un blog dell’IMF John Lipsky ha confermato
che le prospettive economiche della Turchia erano migliorate a tal punto che
nel World Economic Outlook pubblicato a fine Gennaio le previsioni del PIL sarebbero
state incrementate , la reazione del PM Erdogan non si e’ fatta attendere
ed ha annunciato un accordo imminente sulla linea di finanziamento stand by
triennale per 10 mld di usd, ancora in discussione.
La reazione sul mercato domestico ha visto un apprezzamento della divisa ed
un restringimento dello spread sul benchmark a 18 mesi al di sotto dell’8,60%.
Un rendimento interessante sia per gli investitori domestici che esteri a fronte
di un’inflazione attesa nel 2010 al di sotto del 6%.
Ma non sono solo i rendimenti reali positivi sul debito domestico ad attrarre
nuovi flussi di investimento verso la Turchia, anche la Borsa beneficia della
lira turca tornata forte.
Grafico: Composizione debito domestico, distribuzione
sul mercato e tra i sottoscrittori non bancari


Il rafforzamento della divisa e’ sostenuto dai primi risultati effettivi
di un importante piano fiscale varato lo scorso settembre , da un trend positivo
delle esportazioni maggiormente diversificato e dal rimpatrio degli utili delle
corporates turche. Anche sul deficit di parte corrente le notizie sono incoraggianti
essendosi ridotti ad un terzo del picco toccato nel 2008, riducendosi cosi’
ad un 2,5% secondo gli analisti di JP Morgan per il 2010 a fronte di una crescita
del PIL del 5%, e con flussi diretti dall’estero che ne coprono almeno
la meta’.
Una dinamica nuovamente virtuosa la si puo’ individuare poi nel rapporto
debito PIL ridottosi dall’80% del 2001 all’attuale 51%, e quindi
al di sotto del parametro UE fissato al 60%.
Il consenso e’ tale che per la prima volta il Governo ha deciso di emettere
un’emissione in divisa locale a 10 anni con un rendimento a ridosso del
10.5% per allungare la scadenza media del debito domestico e che si sono intensificati
gli arbitraggi sui Titoli legati all’inflazione , detti CPI Linker, sulla
scadenza 2012.
Rientrate poi le tensioni tra Governo e l’elite nazionalista secolarista,
rappresentata perlopiu’ dai militari, anche nella politica interna si
e’ tornati ad un clima perlomeno costruttivo anche se non idilliaco.
Un altro elemento a favore del rafforzamento dell’immagine della Turchia
sul panorama dei mercati internazionali e’ l’impegno del Governo
nella politica estera, che ha permesso di rafforzare il ruolo regionale di Ankara
con : l’apertura dei confini armeni, l’abolizione dei visti con
Siria,Giordania e Libano e non ultimo nell’ambito del patto trilaterale
, denominato “Dichiarazione di Ankara”, che vede la Turchia fungere
da arbitro tra Pakistan e Afghanistan per costruire relazioni bilaterali costruttive
tra i due Paesi onde evitare ripercussioni negative nell’intera regione
e contribuire ad una stabilita’ solida e duratura degli equilibri geopolitici,
minati dalla variabile estremista legata al terrorismo.