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Newsletter 11/2009

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Turchia:
Ankara chiama Washington: accordo vicino e flussi in aumento dall'estero
di Claudia Segre, AssiomForex

La sensazione deve essere stata vicina a quella provata dall’osservazione dei dervisci rotanti.Quando in un blog dell’IMF John Lipsky ha confermato che le prospettive economiche della Turchia erano migliorate a tal punto che nel World Economic Outlook pubblicato a fine Gennaio le previsioni del PIL sarebbero state incrementate , la reazione del PM Erdogan non si e’ fatta attendere ed ha annunciato un accordo imminente sulla linea di finanziamento stand by triennale per 10 mld di usd, ancora in discussione.
La reazione sul mercato domestico ha visto un apprezzamento della divisa ed un restringimento dello spread sul benchmark a 18 mesi al di sotto dell’8,60%. Un rendimento interessante sia per gli investitori domestici che esteri a fronte di un’inflazione attesa nel 2010 al di sotto del 6%.
Ma non sono solo i rendimenti reali positivi sul debito domestico ad attrarre nuovi flussi di investimento verso la Turchia, anche la Borsa beneficia della lira turca tornata forte.

Grafico: Composizione debito domestico, distribuzione sul mercato e tra i sottoscrittori non bancari



Il rafforzamento della divisa e’ sostenuto dai primi risultati effettivi di un importante piano fiscale varato lo scorso settembre , da un trend positivo delle esportazioni maggiormente diversificato e dal rimpatrio degli utili delle corporates turche. Anche sul deficit di parte corrente le notizie sono incoraggianti essendosi ridotti ad un terzo del picco toccato nel 2008, riducendosi cosi’ ad un 2,5% secondo gli analisti di JP Morgan per il 2010 a fronte di una crescita del PIL del 5%, e con flussi diretti dall’estero che ne coprono almeno la meta’.
Una dinamica nuovamente virtuosa la si puo’ individuare poi nel rapporto debito PIL ridottosi dall’80% del 2001 all’attuale 51%, e quindi al di sotto del parametro UE fissato al 60%.
Il consenso e’ tale che per la prima volta il Governo ha deciso di emettere un’emissione in divisa locale a 10 anni con un rendimento a ridosso del 10.5% per allungare la scadenza media del debito domestico e che si sono intensificati gli arbitraggi sui Titoli legati all’inflazione , detti CPI Linker, sulla scadenza 2012.
Rientrate poi le tensioni tra Governo e l’elite nazionalista secolarista, rappresentata perlopiu’ dai militari, anche nella politica interna si e’ tornati ad un clima perlomeno costruttivo anche se non idilliaco.
Un altro elemento a favore del rafforzamento dell’immagine della Turchia sul panorama dei mercati internazionali e’ l’impegno del Governo nella politica estera, che ha permesso di rafforzare il ruolo regionale di Ankara con : l’apertura dei confini armeni, l’abolizione dei visti con Siria,Giordania e Libano e non ultimo nell’ambito del patto trilaterale , denominato “Dichiarazione di Ankara”, che vede la Turchia fungere da arbitro tra Pakistan e Afghanistan per costruire relazioni bilaterali costruttive tra i due Paesi onde evitare ripercussioni negative nell’intera regione e contribuire ad una stabilita’ solida e duratura degli equilibri geopolitici, minati dalla variabile estremista legata al terrorismo.

 

 


 







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