Provaci ancora, DAX!
Cronaca di un'operazione sul DAX
di Giovanni Lapidari
Nell'ultimo biennio, fra analisti tecnici e trader è iniziato un interessante dibattito sulla funzione dell'analisi tecnica così come la conosciamo, ed in particolare se determinate figure grafiche abbiano ancora la loro validità. Sicuramente anno dopo anno i movimenti dei listini si adeguano al sentiment dei partecipanti, e tutti ormai sappiamo che è necessario dotarsi di elasticità mentale e capacità di adeguare il proprio operato ad ogni singola fase di mercato.
Stando attenti a non buttare via il bambino con l'acqua sporca, è quindi opportuno rivisitare l'utilizzo di alcune configurazioni in base all'attuale momento di mercato.
Una delle figure più discusse è il testa e spalle, con il quale nella seduta di stamattina 27 gennaio mi sono tolto qualche piccola soddisfazione.
Ho acquistato Dax cfd a chiusura della seduta di martedì 26, a 5645, sopra al 38,2% di Fibonacci fra i massimi e minimi della seduta. La sessione asiatica non positiva ha fatto aprire il Dax con un lap down indirizzando i prezzi verso 5600, livello con discreta valenza psicologica. Poco sotto, a 5594, c'era un pivot point di DeMark e un supporto calcolato dai miei t.s. a 5598. La zona era quindi ricca di valore, dato che a 5603 transitava il 61,8% di Fibonacci calcolato come sopra.
Probabilmente molti trader avranno attivato stop loss attorno a questi livelli, timorosi che sotto 5.600 potesse partire una forte ondata ribassista.
Personalmente non l'ho fatto, avendo visto una divergenza prezzi/indicatore Macd, pensando quindi che il mercato avesse trovato buoni minimi. L'esposizione comunque ridotta (il money management è tutto) mi consentiva di poter eventualmente arrotondare nel caso di crolli.
Il grafico di figura 1, con i tre minimi cerchiati nelle ellissi nere rappresenta la mia personale interpretazione di testa e spalle in formazione. Lo leggo come figura di inversione, perché i minimi crescenti dell'indicatore mi fanno propendere per una discesa dei prezzi che fino a un certo punto è vendita da parte degli istituzionali, e da un certo momento in poi è invece vendita dei piccoli controbilanciata da acquisti delle mani forti.

L'operazione è stata decisa perché penso che su un mercato tecnico i crolli siano da shortare, ma su un mercato nervoso/emotivo, quale l'attuale, i crolli ad un certo punto siano da comprare. L'abilità e la fortuna stanno proprio nel trovare questo "certo punto".
Fra l'altro sono proprio i mercati instabili a creare i testa e spalle, o figure simili, che snervano gli operatori facendoli andare su e giù, fino a quando la parte emotivamente più fragile si arrende e lascia via libera all'esercito più tenace, che porta poi i prezzi dove aveva intenzione di farli andare.
Di norma, in intraday lo si vede dai movimenti sugli estremi dei massimi: nel caso della figura rialzista i trader short vendono i massimi con volumi non elevati, per cui i big ti ricomprano i minimi senza elevate quantità di capitale. Le mani forti poi avanzano e muovono le loro pedine sul mercato un poco alla volta, con pazienza, metodo e senza esagerare. Sanno che la pressione esercitata dal fattore tempo é a loro vantaggio. Anzi, non hanno nessun interesse a guadagnare troppo in fretta, perchè il loro intendimento è proprio quello di illudere i piccoli trader che il movimento abbia vita breve.
Alzando lentamente i minimi dei ritracciamenti, alla terza o quarta volta il mercato ti respinge in avanti, psicologicamente uno è destabilizzato; sei in posizione da ieri sera, il tuo guadagno sta diminuendo, per cui alla fine ti prendono per stanchezza, e quindi il mercato strappa via quando il ribassista si deve chiudere a pareggio e/o in perdita.
Sono uscito dal trade alle 13,35 a 5666.

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