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Newsletter 26/2010

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Borse: un grande ciclo laterale

I grafici di lungo periodo fanno capire come siamo entrati in una ampio orizzonte “sinuisodale” degli andamenti. Da cavalcare con acquisti mirati, valutando accuratamente il timing.

di Wlademir Biasia, WB Advisor

La Germania persa la Coppa del Mondo, si candida comunque come il più rigoroso player nei mercati globali. La tattica di gioco è ben congegnata e frutto di una difesa organizzata capace di lanciare l’offensiva e fare goal, molti goal. La domanda, ma soprattutto le sollecitazioni che giungono dal dibattito in corso, interessano proprio quest’aspetto: quanto sarà capace la Germania di ottemperare con equilibrio ad una politica di rigore con una di espansione? Il mercato una prima risposta l’ha già data: ribasso! E le vendite questa volta sono partite dagli USA conglobando tutti i mercati: avanzati ed emergenti.
Il secondo semestre del 2010 parte quindi sotto i riflettori di una decelerazione della crescita intercettata dai mercati azionari: l’area 1060-1040 di S&P 500, a cui dal mese di maggio assegniamo notevole importanza, è stata infranta. E’ possibile dimostrare il suo valore strategico semplicemente osservando il timing degli interventi operati dalle autorità per contenere la pressione delle vendite ed evitare una sorta di fallout. L’evento introduce il mercato in una fase di debolezza riflessiva che governerà le decisioni d’investimento durante l’estate. E’ bene sottolineare che anche in questo caso le voci apocalittiche verranno smentite dalla progressiva appetibilità dei prezzi che si produrrà in un’eventuale fase di disaffezione. La metrica ricorrente delle macro sequenze tendenziali (rialzo-ribasso) che stiamo sperimentando dal 2000 fanno parte di uno sviluppo dei mercati che a partire da quel periodo abbiamo assimilato ad un  - SuperCiclo Sinusoidale - .

Il nostro tempo è dominato da un ampio movimento laterale che alterna  grandi rialzi a fasi regressive di altrettanta sostanza. E’ come se tutti i mercati azionari avanzati ruotassero attorno ad un’asse di equilibrio sovrapponendo momenti di euforia con altri di panico-disaffezione. Alla fine si ritorna esattamente verso l’equilibrio con un grande senso del timing.
 Le interrelazioni tra mercati offrono i contrappesi  capaci di compensare gli eccessi. Da tempo le commodity ci dicevano che la crescita non era così robusta, il loro rialzo rispetto a quello delle borse ha performato con minore intensità, gli indici sui noli marittimi da settimane distribuiscono valore su gamme di prezzi che nell’ultimo mese  hanno in qualche misura posto un freno al rimbalzo delle borse, preannunciandone la potenziale flessione come abbiamo in più occasioni scritto. Ora i mercati hanno infranto con un effetto domino il loro status di positività per avviare un ritracciamento, probabilmente parziale, del precedente movimento rialzista, non prima magari di collaudare l’effettiva rottura del range 1040/1060 di S&P 500 con un ritorno sulla linea tecnica (effetto pull-back). Qualora il sell off risultasse disordinato non vanno esclusi effetti collaterali meno comprensibili, quali ad esempio una parallela caduta dell’oro, un recupero dell’euro causati dal disordine, il cui tenore rischia di essere acuito dalla volatilità generata dal riassetto dei portafogli. L’euro, diversamente da quanto scritto la scorsa settimana,  potrebbe proseguire nella costruzione reattiva sino a raggiungere un massimo teorico in area 1,28, dopo la confermata violazione di 1,2450/1,25. Il movimento avrebbe natura correttiva e non strutturale, per cui il contenimento della reazione sotto tale livello non altera la visone di medio lungo tuttora favorevole al dollaro. L’oro come atteso è scivolato verso la parte inferiore del range 1220 violando il supporto di contenimento ed avviando una fase correttiva in direzione di 1170 dove transita il livello che in qualche modo ha guidato e orientato il macro ciclo rialzista: attenzione quindi!

Nell’ambito delle commodity ci attendiamo ulteriori flessioni nel comparto dell’energia, il WTI rischia di scivolare sotto quota 65 usd, come pure i metalli industriali:  il rame  sta cercando di contenere le flessioni sopra 285, per evitare cadute più problematiche sotto quota 270. I due segnali sommati conferirebbero ulteriori ampiezze negative alla diffusione del ciclo macro.

Tutto ciò si riflette positivamente sul mercato dei bonds governativi, quantomeno verso quelli considerati immuni dalla crisi: America, Canada, Germania su tutti e qualche emergente soprattutto grazie al supporto del cambio. Dal Bund al TBond gli acquisti hanno consentito ai relativi futures di conservare i massimi e nel secondo caso di superarli. In prospettiva ci attendiamo rendimenti in discesa sulla parte lunga della curva americana con ipotesi di lavoro proiettate a testare nuovamente i minimi della precedente crisi qualora i livelli di controllo sulle commodity non fossero in grado di arginare la loro debolezza.

 

Wlademir Biasia

WB Advisors.it   

 







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