Fuga dal biglietto verde


Resta sotto i riflettori il cambio euro/dollaro, con la moneta unica che continua la sua corsa nei confronti della banconota verde.

E’ proprio la debolezza del dollaro a spingere al rialzo l’euro, con gli operatori che puntano su un’imminente fine del Quantitative easing della BCE, ma anche su una Federal Reserve non in grado di alzare i tassi al ritmo sperato o, peggio ancora, costretta ad inseguire l’inflazione.
 

In questo scenario l’euro/dollaro ha rotto al rialzo la resistenza collocata a 1,205/1,21, trovando subito la forza per proseguire al rialzo verso 1,23, ai massimi da oltre due anni. Il trend di fondo resta ancora favorevole alla moneta unica, con spazio per ulteriori allunghi.
 

Grafico euro dollaro, piattaforma ActivTrader

 

Sul forex market va segnalata anche la ripresa della sterlina. Il Cable, ossia il cambio sterlina/dollaro, vede ormai quota 1,40. Prima della Brexit questo cambio si muoveva fra 1,50 e 1,70, per poi crollare fino a 1,20 sul finire del 2016.
 

Negli ultimi mesi un lento ma progressivo recupero, con la debolezza del dollaro spinge al rialzo la sterlina, ormai arrivata a 1,39. Anche in questo caso pesa dunque la discesa della moneta americana, mentre si respira un certo ottimismo sul pound, in particolare dopo la leggera frenata dell’inflazione britannica, scesa dal 3,1% al 3,0%.
 

Grafico sterlina dollaro, piattaforma ActivTrader


 

C’è un clima intanto di grande entusiasmo sulle materie prime. Partendo dal petrolio, con il WTI scambiato oltre quota 63, mentre il Brent viaggia poco sotto quota 70 dollari al barile. Guardando l’oro, nonostante la salita sostenuta delle borse (un segno di risk off) ha iniziato il 2018 con il piede sull’acceleratore.
 

Negli ultimi due anni ha mostrato segnali di risveglio, dopo la discesa del 2013-2015 che lo aveva portato a sfiorare quota 1.000 dollari. Le quotazioni, anche grazie alla debolezza del dollaro, hanno guadagnato terreno anche nel corso del 2017, risalendo oltre quota 1.300 dollari. Anche il quadro grafico appare in netta ripresa, con l’oro già scambiato oltre quota 1.330$.  Lo scenario geopolitico incerto e una progressiva discesa della produzione mineraria potrebbero favorire ulteriori recuperi.
 

Grafico delle quotazioni dell’oro, piattaforma ActivTrader


 

Anche le critpovalute restano al centro dell’attenzione, con una fragorosa caduta che ha portato il bitcoin sotto quota 10.000 dollari, prima di una veloce ripresa verso gli 11.000. Nel crollo delle criptovalute risulta ancora più eclatante il caso di Ripple, la moneta digitale non decentralizzata per i pagamenti bancari, che ha perso il 70% del suo valore, scendendo a 0,90, per poi rimbalzare oltre quota 1,50.
 

L’intero settore ha bruciato oltre 200 miliardi di capitalizzazione dai massimi, scendendo da un picco di 830 miliardi fin sotto quota 500 miliardi, per poi riavvicinare quota 600.

Carlo alberto de casa

Capo analista ActivTrades

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