Bitcoin, quanto varrebbe il boom del primo Etf dedicato

Sono trascorse un paio di settimane favorevoli per il prezzo del bitcoin, con la criptovaluta più conosciuta del mondo cresciuta di quasi il 20% negli ultimi sette giorni, portando la sua capitalizzazione di mercato a 131 miliardi di dollari. L’ultima corsa dei bitcoin è stata lanciata da una serie di buone notizie normative provenienti da Paesi di tutto il mondo e segnali che la finanza istituzionale guarda al bitcoin come un modo per ridurre i costi e ottenere rendimenti per gli investitori.

Ora la prossima grande spinta al prezzo dei bitcoin potrebbe arrivare il mese prossimo, e potrebbe far arrivare il bitcoin al di sopra dei 10.000 dollari e anche oltre (nonostante un preoccupante avvertimento sul suo futuro dall’Unione Europea la scorsa settimana).

La Securities and Exchange Commission (Sec) degli Stati Uniti sta attualmente valutando se approvare un Exchange-traded fund (Etf) sui bitcoin, una richiesta presentata dal Chicago Board of Exchange (CBOE) dalla VanEck di New York e dalla piattaforma blockchain SolidX. Se approvato, un Etf sui bitcoin significherebbe che le persone saranno in grado di acquistarli senza dover fare i conti con scambi clandestini che spesso hanno a che fare con regolamentazioni ingombranti e mancanza di fiducia. Alcuni si aspettano che un Etf sui bitcoin possa invertire la recente tendenza al ribasso dei prezzi – chi è più rialzista spera di poter spingere il prezzo del bitcoin ben al di sopra dei massimi vicini ai 20.000 dollari dello scorso dicembre.

Courtesy Coindesk

Il prezzo del bitcoin ha registrato una tendenza al ribasso negli ultimi mesi.

Quando il primo Etf sull’oro fu introdotto nel 2003 dai Rothschild e dalla Deutsche Bank, il prezzo dell’oro salì di circa il 300%. Se il bitcoin ottenesse una spinta simile, potrebbe portare il prezzo a 22.500 dollari. Tuttavia, un’identica proposta di un Etf sui bitcoin, avanzate dai gemelli Winklevoss, famosi fondatori di Facebook e dalla piattaforma di scambio Gemini, è stata rifiutata lo scorso anno dalla Sec a causa della volatilità dei bitcoin.

La volatilità della moneta virtuale è leggermente migliorata rispetto all’anno scorso, sebbene rimanga molto al di sopra della stragrande maggioranza di altre materie prime e valute, e nonostante l’interesse delle istituzioni finanziarie abbia aiutato la criptovaluta a migliorare la sua immagine. I bitcoin potrebbero ottenere l’approvazione dell’Etf già dal 15 agosto 2018, con i commenti presentati all’inizio di questo mese come parte di una consultazione interna alla Sec. Solo sei di coloro che hanno rilasciato commenti si sono opposti alla proposta dell’Etf sui bitcoin. La maggior parte dei commenti suggeriva che gli Stati Uniti dovevano adottare i bitcoin e le altre criptovalute se si vuole rimanere all’avanguardia della tecnologia bitcoin e blockchain.

Molti paesi asiatici sperano di consolidare il loro status di hub tecnologici alimentando bitcoin e blockchain. Attualmente gli Stati Uniti ospitano molte più società di tecnologia finanziaria di qualsiasi altro Paese al mondo, ma questo potrebbe cambiare rapidamente se le autorità di regolamentazione non si adeguassero agli ultimi progressi tecnologici.

ECON / CRUNCHBASE

Gli Stati Uniti si stanno aprendo in termini di spesa fintech.

Tuttavia, coloro che criticano un Etf sui bitcoin sono preoccupati che ciò potrebbe portare a una manipolazione dei prezzi. A maggio il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha aperto un’indagine sull’ipotesi che i trader stiano manipolando il prezzo del bitcoin e di altre valute digitali. L’inchiesta si concentra su pratiche illegali che possono influenzare i prezzi – come lo spoofing o l’inondazione del mercato con ordini falsi per ingannare gli altri trader nell’acquisto o nella vendita.