È iniziata l’accumulazione delle mani forti?

La buona notizia non è passata inosservata: nelle ultime settimane a Wall Street gli acquisti intervengono subito dopo l’apertura, contribuendo a generare una chiusura su livelli sistematicamente superiori. Sullo S&P500 si registrano ben 12 “candele bianche” nelle ultime 14 sedute: un dato apparentemente incoraggiante.

Lo Smart Money Index si basa sul confronto fra due distinti momenti della giornata: la prima ora di contrattazioni, e l’ultima ora. Durante la prima ora si ritiene che ad intervenire sia il pubblico retail, emotivo e disinformato; mentre nell’ultima ora ad intervenire sarebbero soprattutto gli investitori ben informati: lo Smart Money.

Se si accetta questa premessa, è evidente che un saldo positivo nella prima ora sarebbe da salutare con sfavore (se comprano i piccoli investitori, meglio sarebbe stare alla larga dal mercato), al contrario di un saldo positivo nell’ultima ora (se comprano le mani esperte, sarebbe meglio seguirne i passi).

Sicché avrebbe un senso prendere il saldo dell’ultima ora, e sottrargli quello della prima ora: ottenendo un dato, differenziale, che sommato cumulativamente rappresenta lo Smart Money Index:

 

Come si può notare, negli ultimi due mesi lo SMI ha incominciato a puntare verso l’alto. Ancora timidamente, diremmo, ma si tratta della prima circostanza di questo tipo, dopo i minimi del 2016. In effetti la sensazione è che si possa rovesciare questa tendenza: lo Smart Money ha distribuito durante il rialzo, come è normale che sia, mentre ora ricomincia ad accumulare.

Noi non siamo smart money, per cui il loro operato non dovrebbe essere replicato. Ma fa riflettere il fatto che il rialzo di mercato sia partito proprio dall’inizio dell’opera della distribuzione. Farebbe sospettare che, all’opposto, l’inizio della accumulazione possa coincidere con il bear market.

Proprio come occorso sul finire del 2007…

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