Gli “strategici” rappresentano l’8,4% dell’industria europea degli Etf

“Strategic beta” è la definizione che Morningstar ha scelto per indicare gli indici e gli strumenti finanziari passivi che superano le metodologie tradizionali a capitalizzazione e cercano sia di incrementare la performance, sia di modificare il livello di rischio relativo rispetto ai benchmark standard, rappresentando una via di mezzo nello spettro attivo-passivo. Comunemente vengono denominati smart betaenhanced beta o alternative betaClicca qui per approfondire.

Questo tipo di prodotti passivi continua a sedurre gli investitori, che cercano di coniugare un approccio d’investimento che possa battere il mercato con dei costi contenuti. I lanci di Exchange traded fund definiti “smart” non accennano a diminuire e le masse sono in crescita costante.

 
Fonte: Morningstar Direct

 
Fonte: Morningstar Direct

Secondo i dati Morningstar, al 30 giugno 2018 sono disponibili in Europa 382 Etf Strategic beta (erano 357 alla fine del 2017). Nel complesso, i fondi passivi “strategici” hanno raccolto nel primo semestre dell’anno circa 2,8 miliardi di euro e gestiscono a fine giugno 58,2 miliardi.

Ricordiamo che l’industria europea degli Etf conta 2.379 fondi in totale, i quali hanno raccolto più di 23 miliardi di euro nello stesso periodo arrivando a gestire al 30 giugno 2018 oltre 638 miliardi.

Nel dettaglio, a fine giugno, si contano in totale 192 prodotti return oriented (che utilizzano strategie basate sui dividendi, sui fondamentali, sul momentum o sulla qualità, clicca qui per approfondire) che hanno segnato nel semestre 281 milioni di euro di deflussi, ma che restano il primo gruppo “strategico” per masse gestite con 39 miliardi. Ci sono inoltre 30 prodotti risk oriented (a bassa volatilità per la maggior parte, clicca qui per approfondire), che hanno lasciato per strada 406 milioni di euro e che gestiscono 5,7 miliardi e, infine, 160 prodotti della categoria “altro” (principalmente equi-ponderati o esposti alle materie prime non tradizionali), che hanno raccolto nel periodo 3,5 miliardi (un vero e proprio boom confrontato con l’1,7 miliardi del 2017) e che gestiscono 13,6 miliardi alla fine di giugno. Quest’ultimo gruppo ha beneficiato in particolare dell’ottima raccolta di alcuni strumenti esposti al settore della robotica e a panieri diversificati di materie prime.

Nei primi sei mesi dell’anno, i fondi a beta strategico hanno attirato il 12% dei flussi totali verso i replicanti quotati in Europa, arrivando a pesare l’8,4% dell’intero mercato degli Etf del Vecchio continente (a fine 2017, la proporzione era dell’8,3%). In termini di crescita organica mensile (Organic growth rate, ossia i flussi netti in percentuale del patrimonio iniziale), i fondi Strategic beta hanno fatto molto meglio rispetto al resto del mercato Etf.

Tasso di crescita organica mensile degli ETF Strategic beta confrontato col resto dell’industria
 
Fonte: Morningstar Direct

Per quanto riguarda i flussi, si distingue in particolare l’iShares Automation & Robotics UCITS ETF USD, con 843 milioni di nuove sottoscrizioni nette nel semestre, seguito dall’UBS ETFs plc – CMCI Composite SF UCITS ETF (USD) A-acc (EUR) e dall’Amundi ETF iStoxx Europe Multi-Factor Market Neutral UCITS ETF (EUR) con rispettivamente 364 e 359 milioni d’euro di raccolta netta nel periodo.

I cinque Etf che hanno visto più riscatti nel semestre fanno tutti parti del gruppo return oriented, che ha pagato soprattutto la fuga degli investitori dai fondi azionari giapponesi e da quelli immobiliari.

A livello di patrimonio, invece, i fondi “smart” più grossi in Europa, e gli unici a superare la soglia dei due miliardi di asset, sono l’iShares Developed Markets Property Yield UCITS ETF USD (Dist) (EUR),che investe nel settore immobiliare globale e che gestisce 2,7 miliardi al 30 giugno (a fine dicembre sfiorava i tre miliardi di asset), e l’iShares Automation & Robotics UCITS ETF USD, con poco più di due miliardi di patrimonio, che scalza al secondo posto lo SPDR® S&P US Dividend Aristocrats UCITS ETF (EUR), sceso a 1,94 miliardi, rispetto agli oltre 2 miliardi di masse di fine 2017. Sui 399 prodotti strategici disponibili in Europa, solo 14 hanno un patrimonio superiore al miliardo di euro a fine giugno.

Sono invece 31 i fondi a beta strategico coperti dalla ricerca Morningstar, i quali spaziano tra ben 16 diverse categorie Morningstar. Sono 24 quelli valutati positivamente.

I nuovi lanci
Nel corso dell’anno passato sono stati lanciati in Europa 25 nuovi fondi Strategic beta. Tra questi, ce ne sono 17 classificati da Morningstar come orientati al rendimento, due come orientati al rischio e sei che fanno parte del gruppo “altro”.

A livello di classe di attivi, sono 20 i nuovi prodotti azionari e cinque gli obbligazionari.

Dal lato degli emittenti, infine, il più attivo è stato Amundi con nove nuove offerte, seguito da Xtrackers con quattro lanci e da UBS ed ETF Securities con tre ciascuno. Troviamo poi WisdomTree con due nuovi prodotti e, infine, BlackRock, First Trust e JPMorgan con una novità ciascuno.