La Turchia crea occasioni fra le banche del Vecchio continente

La crisi turca ridona smalto ai bancari europei. Nel mese di agosto il comparto ha ceduto quasi il 4% e ora è scambiato a un rapporto Prezzo/Fair value di oltre il 15%. Le occasioni di investimento non mancano dunque, ma gli analisti di Morningstar raccomandano di posizionarsi su quegli istituti di credito con un modello di business più tradizionale e meno esposti ai rischi derivanti dai paesi emergenti.

KBC si è risollevata dopo la crisi
KBC Group, ad esempio, è stata fortemente colpita dalla crisi finanziaria, ma grazie agli aiuti di Stato e a una profonda ristrutturazione del suo business è riuscita a rimettersi in carreggiata e ora è molto ben posizionata all’interno del settore bancario europeo.

Le ragioni dell’elevata redditività dell’azienda sono da ricondurre al modello di banca-assicurazione che permette a KBC di sfruttare la sua rete di filiali per la vendita di prodotti assicurativi. Le sinergie tra l’attività bancaria e quella assicurativa si traducono nel cross-selling di prodotti e in un forte contenimento dei costi, mentre la commistione delle due attività permette una maggiore diversificazione in termini di entrate e di rischio. In Belgio e Repubblica Ceca, rispettivamente primo e secondo mercato per reddito generato, KBC gode di una posizione oligopolistica per effetto della forte concentrazione del settore e questo gli permette di gestire la propria attività con costi più bassi rispetto alla concorrenza e dunque di mantenere alti margini di profitto.

Gli analisti di Morningstar hanno recentemente alzato il fair value del titolo da 79 a 80 euro (report aggiornato al 9 agosto) e stimano per i prossimi cinque anni una crescita media dei ricavi del 4% sostenuta dal miglioramento del margine da interesse e un aumento del reddito operativo in seguito al proseguimento dell’opera di efficientamento dei costi da parte del management.

Commerzbank sposa il modello tradizionale
Alla Borsa di Francoforte Commerzbank ha ceduto oltre il 30% da inizio anno nonostante i positivi dati del primo semestre dimostrino i progressi fatti dalla banca tedesca. La prima metà del 2018 si è chiusa con un utile di 553 milioni di euro, in netta ripresa rispetto alla perdita di 414 milioni di euro riportato nello stesso periodo dello scorso anno. Da una parte, la crescita del margine da interesse ha spinto i ricavi, mentre l’opera di ristrutturazione del business ha contribuito a ridurre significativamente i costi operativi.

Nel corso del secondo trimestre la banca ha chiuso la cessione dei rami trading e investment banking (andati a Société Générale). Un’operazione che conferma la volontà del management di voler focalizzarsi sul core business dell’azienda clienti privati, piccole aziende e società di capitali.

“Siamo convinti che questa strategia possa garantire una crescita stabile degli utili nel lungo termine, il ritorno alla crescita dei ricavi nel 2021 e una forte espansione del margine operativo dall’attuale 6% al 27% nel 2022.  Sulla base di queste previsioni il fair value del titolo è pari a 10 euro” (report aggiornato all’8 agosto 2018), dice Niklas Kammer analista azionaria di Morningstar.

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