Libra, la rivoluzione può attendere

Libra non rivoluzionerà il settore finanziario. Almeno per ora. Secondo gli analisti di Morningstar la nuova criptovaluta che il consorzio presieduto da Facebook lancerà nel 2020 non rischia di modificare il contesto competitivo nel comparto e neanche di indebolire la posizione di vantaggio di Visa e Mastercard che detengono la leadership nell’industria dei sistemi di pagamento elettronici. L’effetto più tangibile, aggiungono, anche se non nel breve termine, sarà invece il rafforzamento del Moat del social network.

Chi deve aver paura di Libra?
La strategia di Facebook, almeno all’inizio, è quella di rivolgersi a tutti coloro che non hanno accesso al sistema bancario. Libra non si presenta come un’alternativa ad esso, almeno nel breve periodo, ma nonostante questo dovrà affrontare la resistenza dei governi che vorranno evitare il rischio che grandi volumi di transazioni vengano effettuate attraversano piattaforme non controllate (la blockchain Libra consente agli utenti di mantenere uno o più indirizzi che non sono collegati alla loro identità del mondo reale). Il secondo ostacolo per la criptovaluta è rappresentato dalla volontà delle autorità di limitare la concentrazione di potere nelle mani di corporation come Facebook.

Relativamente all’industria dei sistemi di pagamento, gli analisti di Morningstar non vedono alcun impatto significativo: “Visa e Mastercard sono membri del consorzio (insieme ad altre società come Uber, Lyft, Spotify) e questo ci fa capire come esse non riconoscano in Libra una minaccia. Il volume di transazioni operate dai due circuiti (circa 17mila miliardi di dollari), infatti, è inarrivabile per la nuova criptovaluta, mentre nel lungo termine immaginiamo che solo l’avvento di un sistema di pagamento che sia universalmente accettato, come le carte di credito, ma molto più economico e più sicuro, possa modificare gli attuali rapporti di forza all’interno del settore. Chi invece potrebbe essere danneggiata dall’avvento di Libra è Western Union, in quanto il nuovo sistema ideato da Facebook potrebbe rivelarsi un ottimo strumento per il trasferimento internazionale di denaro e perché le dimensioni di questo mercato sono abbastanza limitate da permettere a Libra di realizzare livelli di economie di scala di una certa importanza”, dice Eric Compton, analista azionario di Morningstar.

“Qualsiasi previsione in questo momento, però, è decisamente prematura. È molto difficile dire esattamente come evolverà nei prossimi 5-10 anni questo progetto, ma molto dipenderà da quanto diventerà popolare e se riuscirà a raggiungere una massa critica in termini di utenti e di volumi di transazioni”.

Cosa cambia per Facebook
Lo scenario più probabile è dunque il rafforzamento dell’effetto rete che è alla base del Moat di Facebook. “Grazie a una base di oltre due miliardi di utenti, Zuckerberg riuscirà ad attrarre nuovi commercianti disposti a vendere i loro prodotti sulla sua piattaforma e ad accettare pagamenti attraverso la criptovaluta Libra e questo a sua volta farà da calamita per nuovi utenti. E lo stesso vale anche per Instagram, l’altro social network del gruppo”, dice Ali Mogharabi analista azionario di Morningstar.

“Sul fronte degli introiti pubblicitari, invece, ci aspettiamo che con la crescita delle transazioni finalizzate su Facebook aumenti anche il tempo speso dagli utenti sulla piattaforma e con esso anche gli investimenti in advertising da parte degli inserzionisti.  L’impatto nel breve periodo su ricavi e utili, però, sarà minimo. Per questo non prevediamo alcuna variazione alla nostra stima del fair value del titolo che resta fermo a quota 200 dollari” (report aggiornato al 19 giugno 2019).

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