Meno tensione più volatilità

I timori sul G20 dello scorso wee.000 end, in particolare per lo scontro Cina-Usa sui dazi, sono stati in parte mitigati da una conclusione positiva negli incontri tra le delegazioni dei due paesi che a Buenos Aires hanno siglato una tregua, con la speranza che nelle prossime settimane si possa raggiungere un accordo commerciale tra i due paesi. A trarne giovamento immediato sono stati i listini azionari internazionali che nella giornata di lunedi hanno messo a segno un recupero importante. Di fondo però rimane ancora l’incertezza generale e la volatilità ed i listini ci riserveranno ancora molti “saliscendi” da qui a fine anno, anche se molti analisti prevedono un movimento tendenzialmente rialzista con il nostro Ftse Mib impegnato a cercare di recuperare la soglia psicologica dei 20.000 punti persa ad inizio ottobre, dopo aver visto nell’anno il massimo nel mese di maggio a quota 24500.

Sul fronte governativo messe da parte le ultime aste della scorsa settimana, rimane al centro dell’attenzione degli investitori il difficile dialogo tra Roma e Bruxelles sulla legge di bilancio per il 2019 che tra numeri e commenti trova oggi una situazione più distesa rispetto a qualche settimana fa, come si è visto anche a margine del G20 nei commenti di Juncker e dello stesso commissario Moscovici, apparsi più inclini al dialogo. Di conseguenza vi sono stati minori stress nello spread tra il Btp decennale ed il Bund, che si è mediamente mantenuto al di sotto dei 290 punti già “conquistati” nella scorsa settimana, con il nostro benchmar.000 di riferimento il Btp 2.8% 1/12/2028 (IT0005340929) a rendimento del 3.11% circa. A livello di rendimento nei paesi dell’eurozona, rimane solo la Grecia dopo di noi al 4.2% sulla curva decennale, mentre davanti vi è Cipro al 2.37% e poi il Portogallo all’1.8%, che è il paese che ha fatto il maggior progresso se si considera che ad inizio del 2017 emetteva ancora un titolo decennale (PTOTEUOE0019) con cedola del 4.125%.

Sul fronte corporate si stanno combattendo le ultime battaglie prima della calma natalizia dove la poca liquidità, orienta gli emittenti a rimandare all’inizio del nuovo anno i deal prossimi ad essere lanciati sul mercato.

 Sul fronte dei rating sono arrivate buone notizie per FCA, infatti lo scorso venerdì Fitch ha alzato il rating sul debito a lungo termine ad investment grade: da “BB2 a “BBB-“.

Le cattive notizie per gli investitori arrivano dal settore costruzioni che nel giro di pochi mesi ha visto crollare le principali imprese del nostro paese. Infatti dopo Astaldi, anche CMC Ravenna, la Cooperativa Muratori e Cementieri che aveva mancato il 15 novembre il pagamento di una cedola su un bond, entrando nel periodo di grazia ed avvalendosi di una serie di advisor per rinegoziare il debito, ha chiesto invece il concordato, facendo ulteriormente sprofondare i bond sotto quota 10. Ogni commento sembra superfluo, evidentemente la lezione di Cirio, Parmalat, Swissair, Giacomelli, Cerruti e molti altri che hanno lasciato le tasche vuote agli investitori non è servita a nulla. Infatti sarebbero necessari degli approfondimenti su che cosa sia realmente successo e quale fosse già la reale situazione nel novembre del 2017 quando la società richiamò un vecchio titolo emettendo il nuovo (di cui il mancato pagamento della cedola), ricevendo il plauso degli analisti per l’operazione ed inanellando una serie di raccomandazioni “buy” sul titolo nei mesi successivi da molte case d’affari internazionali. Fino ai mesi estivi il bond quotava ai valori di mercato e di colpo a partire da settembre la situazione è precipitata, lasciando come sempre i risparmiatori col cerino in mano.

Sul fronte delle nuove emissioni, terminato il roadshow in Europa, la società Borealis AG ha collocato un bond a 7 anni dell’ammontare di 300 milioni di euro. Il titolo (isin AT0000A24UY3) paga una cedola annua fissa dell’1.75%, ha un prezzo di emissione di 99.194 che garantisce un rendimento a scadenza dell’1.874% (130 punti base sopra il tasso mid-swap), e la scadenza è fissata al 10 dicembre 2025. Taglio minimo di emissione indirizzato ai retail con 500 euro e rating BBB+.

E’ tornato sul mercato il Banco de Sabadell con un subordinato tier2 da 500 milioni (XS1918887156) con scadenza a 10 anni e call dal 2023. Il titolo offre una cedola fissa del 5.375% ed in caso di mancato richiamo alla call dal 2023 diventa euribor 5y +510 fino alla scadenza. Il taglio minimo è da 100.000 +100.000 con rating assegnato Ba3/BBBL.

La francese Carrefour, leader nel settore food-retail, con rating BBB+ ha emesso 500 milioni di euro all’1.75% con scadenza nel 2026 (FR0013383213) con taglio minimo di 100k+100k.

Altra società transalpina la Veolia Environnement che ha emesso 750 milioni di euro con scadenza nel 2030 a cedola del 1.94%. Il taglio minimo dell’investimento è 100k+100.000 con rating Baa1/BBB (FR0013385473).

Snam ha collocato via private placement la riapertura del bond settembre 2023 (XS1917917467) per 300 milioni di euro, rating del bond Baa2/BBB+. Il bond offre una cedola annua dell’1% con un prezzo di re-offer di 98.792 corrispondente a uno spread di 99 punti base sul tasso midswap. Con questa emissione, Snam prosegue nel percorso di ottimizzazione della struttura del debito e di continuo miglioramento del costo del denaro, in linea coni propri obiettivi.

Banca Ifis ha lanciato un’offerta di riacquisto parziale ai portatori dell’obbligazione senior 2%, 24 aprile 2023 emessa ad aprile 2018 (XS1810960390) per un valore nominale di 300 milioni di euro. L’offerta di concluderà il 7 dicembre 2018, salvo chiusura anticipata. L’importo massimo riacquistabile è di 100 milioni di euro.

Sul fronte dollaro, successo per il deal dell’Indonesia che ha potuto rivedere al ribasso i rendimenti per le richieste superiori all’offerta. Nello specifico si tratta di tre titoli per 3 miliardi divisi in 750 milioni al 4.45% con scadenza 2024 (US455780CG93); 1.25 miliardi al 4.75% con scadenza 2029 (US455780CH76) ed infine quello più lungo con scadenza 2049 al 5.35% (US455780CJ33); tutti i bond hanno taglio minimo da 200.000 +1.000 e rating Baa2/BBB.

Il “mito” delle motociclette, la Harley-Davidson che ha rating A3/BBB+/A ha emesso 450 milioni di dollari con scadenza 2021 a tasso variabile USLibor+94, con prima cedola al 3.646%. Il taglio minimo è da 2k+1.000 (USU24652AN64)

IBM, azienda statunitense tra le maggiori nel settore informatico, ha collocato nuovi bond sul mercato del dollaro. Nel dettaglio IBM ha collocato 750 milioni di dollari di un’obbligazione a tasso variabile (isin US44932HAJ23) con scadenza il 30 novembre 2020 e cedola indicizzata al tasso trimestrale più 47 punti base, 750 milioni di un’obbligazione a tasso fisso (isin US44932HAK95) con cedola pari a 3.45% pagata semestralmente e scadenza il 30 novembre 2020 e 500 milioni sulla scadenza 30 novembre 2021 (isin US44932HAM51) e cedola pari a 3.60%. I tre bond sono negoziabili per importi minimi di 100.000 dollari ed hanno rating A1/A/A.

Anche British Telecommunications si è finanziata sul mercato americano con due emissioni obbligazionarie: la prima (isin US111021AM38) paga una cedola pari a 4.50% con frequenza semestrale , ha scadenza a 5 anni il 4 dicembre 2023 e un ammontare di 675 milioni; la seconda (isin US111021AL54) paga una cedola del 5.125% per 10 anni , sarà rimborsata alla pari il 4 dicembre 2028 e ha un ammontare di 700 milioni. Le due obbligazioni sono negoziabili per importi minimi di 200.000 dollari +1.000 con rating Baa2/BBB/BBB.

Banca Ifis ha lanciato un’offerta di riacquisto parziale ai portatori dell’obbligazione senior 2%, 24 aprile 2023 emessa ad aprile 2018 per un valore nominale di 300 milioni di euro. L’offerta di concluderà il 7 dicembre 2018, salvo chiusura anticipata. L’importo massimo riacquistabile è di 100 milioni di euro.

Profilo autore

Carlo Aloisio
Senior Broker Unicredit

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