Mercati rilassati

Nella fase precedente al voto in Italia molti analisti internazionali avevano messo l’accento sul fatto che le elezioni politiche potessero essere un elemento di volatilità per i mercati, vista l’incertezza dell’esito. La conferma della mancanza di un vincitore sembrava in grado di condizionare i mercati, ma al contrario, fino ad oggi, non è successo nulla, a parte l’impennata dello spread Btp-Bund la mattina del lunedì dopo il voto.

La lettura successiva ha portato a un recupero, in linea con quanto già successo in Belgio e Spagna e in parte in Germania, dove l’impossibilità di avere una maggioranza non ha influenzato negativamente i mercati. La mancanza di una maggioranza delineata in Italia, mette in secondo piano i rischi di provvedimenti propagandati in campagna elettorale che potevano inizialmente creare degli scompensi nei conti pubblici. Ciò spiega l’assenza di speculazione e lo spread contro Bund che si è mantenuto in area 130 con il rendimento del nostro decennale a cavallo del 2%.

Per il Tesoro non ci sono state aste in questa settimana, si ripartirà nella prossima con i Bot annuali offerti per 6,5 miliardi, come quelli in scadenza e successivamente dovrebbe esserci il lancio del nuovo Btp a 7 anni marzo 2025. Anche per gli altri paesi dell’eurozona è stata una settimana priva di emissioni rilevanti, da segnalare il calo del rendimento dei titoli di stato tedeschi indicizzati all’inflazione a 5 anni (isin DE0001141778) collocati giovedi con un rendimento positivo dello 0.05%, rispetto allo 0.08% dell’asta precedente.

La Banca Europea degli Investimenti (BEI), rating AAA) è tornata sul mercato con un nuovo bond senior a 10 anni (isin XS1791485011).  L’emissione, per un importo di 5 miliardi di euro, offre una cedola annua fissa dello 0.875% per 10 anni ed ha un prezzo di emissione pari a 99.85. Il rimborso è previsto in un’unica soluzione il 14 gennaio 2028 alla pari. Taglio minimo di negoziazione 1k+1k.

Sulla parte corporate sono arrivate buone notizie per alcuni emittenti, tra questi FCA (Fiat Chrysler Automobiles), con l’agenzia di rating Moody’s che ha rivisto al rialzo il suo giudizio di merito di credit a Ba2 da Ba3.

Tra le nuove emissioni la ChemChina con 1.2 miliardi di euro. Nel dettaglio il bond senior ha scadenza 14 giungo 2022, paga una cedola annua fissa di 1.75% ed è stato collocato ad uno spread di 150 punti base sopra il tasso mid-swap. Prezzo di emissione 99.695 e rendimento a scadenza 1.826%. Rating BBB/A- e taglio minimo 100k+1k, isin XS1791704189.

L’olandese NRW Bank ha riaperto una vecchia emissione di 750 milioni di euro per 350 milioni. Si tratta del bond NRW Bank a tasso variabile, con cedola indicizzata al 3 mesi Euribor più 75 punti base, e scadenza 26 gennaio 2023 (isin DE000NWB2JE3). Il titolo è stato collocato al prezzo di 104.673; NRW ha anche collocato una nuova obbligazione senior (isin DE000NRW0K03) per 2.025 miliardi di euro con durata dieci anni. Il bond paga una cedola a tasso fisso dello 0.95%, ha scadenza il 13 marzo 2028 ed è stato collocato al prezzo di 99.69 garantendo un rendimento a scadenza dello 0.982%. Il bond ha rating Aa1/AA- ed è negoziabile per importi minimi di 1.000 euro. L’austriaca Egger Holzwerkstoff attiva nel commercio al dettaglio ha collocato un nuovo ibrido per 150 milioni di euro (isin AT0000A208R5). Si tratta di un’obbligazione perpetual NC5 con prima call esercitabile il 12 marzo 2023. Il titolo è stato collocato con un rendimento del 5%, non ha rating ed è negoziabile per importi di 100k+1k.

Molta attività è arrivata dai paesi emergenti della nuova frontiera, ossia l’Africa che potrebbe diventare la prossima area di sviluppo dei mercati nei prossimi anni, attraendo capitali, soprattutto in quegli stati che evidenzieranno stabilità politica con crescita economica. In effetti i “vecchi player” considerati ancora nella categoria emergenti come Cina, Russia, India, ecc. hanno raggiunto dei livelli economici di primo piano con ritorni di rendimento a volte inferiori a paesi delle economie avanzate, pertanto si cerca la diversificazione laddove si possano ottenere maggiori rendimenti con un certo equilibrio economico e buone prospettive. E’ stato il caso del Senegal che è uscito con un doppio deal in euro e dollaro. Per la parte euro l’emissione da 1 miliardo scadenza marzo 2028 (XS1790104530) ha avuto rating Ba3 con taglio minimo da 100k+1k; il rendimento fissato inizialmente in area 5,25% è sceso al 4,75% per le numerose richieste arrivare sui book dei lead manager. Lo stesso per la parte in dollari emessa per 1 miliardo con scadenza marzo 2048 (XS1790134362) era inizialmente prezzata al 7,25% sceso poi al 6,75%. Per i prossimi giorni è in programma un road show della Costa d’Avorio che ha rating Ba3/B+ per promuovere un possibile deal in euro con scadenza fino a 12 anni. Nei mesi scorsi si era affacciata ai mercati anche la Nigeria, B2/B/B+ con un deal in dollari da 300 milioni con scadenza 2022 e cedola del 5,625% (US65412AEK43).

Sempre in dollari è uscita la prima banca dell’Oman, la Bank of Muscat (XS1789474274) con 500 milioni al 4,875% e scadenza nel 2023. Rating investment grade Baa2/BBB-, taglio minimo 200k+1k. Restando nell’area mediorientale, la compagnia aerea Emirates, ha dato mandato per un emissione sukuk a 10 ed a 5 anni in dollari che sarà lanciata prossimamente. I sukuk vengono normalmente chiamati, nella finanza occidentale, bond islamici. In realtà sono dei certificati d’investimento conformi alle regole della Sharia, la legge islamica che proibisce ogni forma di prestito ad interesse. Per questo motivo, a differenza delle obbligazioni classiche che prevedono un ritorno con interessi dell’investimento compiuto, i sukuk corrispondono invece ad un progetto concreto. In pratica questa forma d’investimento prevede che un soggetto fornisca denaro per la realizzazione di un progetto ben determinato, di cui diventa proprietario di quote-parte con la sottoscrizione del sukuk.

In America Latina è in corso l’offerta del Paraguay con 500 milioni di dollari a 30 anni con rendimento indicativo sopra il 5%, taglio minimo da 200k +1k.

L’operatore di telefonia russo Sistema ha collocato un bond da 15 miliardi di rubli (RU000A0ZYWU3) con tasso d’interesse al 9.25% annuo. Le obbligazioni hanno scadenza decennale ed i possessori avranno un’opzione put esercitabile a partire da un anno e mezzo dopo la data di collocazione. Sistema ha affermato che questa operazione servirà a ridurre il costo di finanziamento dell’azienda e ad allungare i termini per ripagare il debito.

A2A prepara nuovi bond per 1 miliardo di euro. I proventi dell’emissione dei prestiti obbligazionari potranno essere impiegati per finanziare gli investimenti del Gruppo e per operazioni di liability management. La decisione ha l’obiettivo di garantire una gestione efficiente dei profili di rimborso del Gruppo e allungare la vita media del debito.

Profilo autore

Carlo Aloisio
Senior Broker Unicredit