Nikkei 225 in una formazione triangolare

Segnali di rallentamento dell’economia giapponese che registra un tasso di crescita del PIL negativo nel secondo trimestre del 2018 dopo otto quarter di risultati positivi. Le indicazioni di decelerazione in tal senso erano desumibili sia dal calo nella fiducia dei consumatori, influenzata da una crescita contenuta dei salari sia dal calo della produzione industriale. Una variabile, quest’ultima, che riflette le tensioni sul commercio internazionale legato alla nuova strategia dei dazi voluta da Trump.

In tale contesto, caratterizzato dalla nuova ventata di protezionismo, funge da parziale contrappeso l’intesa firmata dalla Commissione europea e il governo giapponese in vista di un accordo di libero commercio.

GDP Growth Rate

Fonte: Trading Economics

La risposta economica è sia di tipo governativo, con la spesa  pubblica che persiste nel mantenersi su livelli elevati portando il rapporto tra Debito pubblico e Pil al 253%, sia di tipo monetario con la Bank of Japan che nella riunione di luglio ha confermato di tasso di riferimento al -0,1% annunciando un nuovo ed indeterminato periodo di politica monetaria espansiva guidata da tassi estremamente bassi per un lungo periodo di tempo.

In linea con tale scenario la Borsa giapponese reagisce con un movimento di indecisione che è il risultato da un lato delle indicazioni di rallentamento del ciclo economico e dall’altro della politica monetaria espansiva.

Le quotazioni del Nikkei 225 oscillano da inizio anno in una figura triangolare che rappresenta la fase di consolidamento successiva al Top raggiunto a fine gennaio a 24.129 punti, contrassegnata da un visibile indebolimento del quadro algoritmico, con il Macd che si è sensibilmente appiattito nell’ultimo trimestre, pur restando sopra lo zero.

 

Nikkei 225

Fonte: FIDA

 

Le indicazioni operative in tale scenario sono legate alla conformazione grafica di riferimento con possibili segnali di forza associabili alla violazione del lato superiore del triangolo, con annesso superamento del pivot high a 21.950, e proiezione al test dell’area dei 24.000. Eventuali segnali di indebolimento vedrebbero, viceversa, la permanenza delle quotazioni all’interno della figura triangolare mentre indicazioni di sell-off sarebbero da associare al cedimento dei 21.000 punti.

 

USD/JPY

Fonte:FIDA

 

Timidi segnali di forza anche per il cross USD/JPY, successivi alle recenti indicazioni della BOJ, con le quotazioni che tentano un primo attacco al canale discendente che ne ha caratterizzato l’andamento negli ultimi 20 mesi. Anche in questo caso sarebbe la violazione del pivot high a 113,21 a fornire un segnale di forza interpretabile positivamente dagli investitori trend followers e ad allontanare le quotazioni dall’1×1 di Gann che ha rappresentato un elemento di attrazione nella fase di storno del ciclo iniziato nel 2012.

 

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Gerardo Murano
Consulente finanziario indipendente