Nuovo segnale ribassista per l’oro

Il prezzo spot dell’oro ha generato un altro importante segnale ribassista: i corsi hanno violato il supporto statico di medio termine posto a 1.236 dollari per oncia aggiornando il minimo degli ultimi 12 mesi a ridosso di quota 1.220. Un movimento, quello registrato nella seduta del 17 luglio, sostanzialmente non correlato a quello del biglietto verde, rimasto in pratica invariato poco al di sotto di quota 1,17 nel cambio contro euro. Certo, tutti i principali indicatori e oscillatori tecnici del lingotto sono ora entrati in territorio di ipervenduto. Tuttavia, è ancora presto ed estremamente pericoloso tentare di anticipare un eventuale rimbalzo dei corsi, al momento in cerca di uno stabile livello di supporto al quale appoggiarsi.

Operativamente, al ribasso i prossimi obiettivi sono individuabili in prima battuta a ridosso della soglia tecnica e psicologica dei 1.200 dollari per oncia e, in seguito (eventualmente dopo una fase di trading range) in zona 1.185/1.180. Per contro, nell’ipotesi in cui i corsi dovessero confermare il ritorno al di sopra di quota 1.236 i prossimi target diventerebbero 1.250 prima e 1.260/1.265 in seguito.