Obbligazioni alla prova di Trump, Draghi e spread

Ancora una volta il governatore della Bce è stato protagonista sui mercati, dove le sue parole sono state prese positivamente dagli operatori che si sono affrettati a chiudere eventuali posizioni ribassiste ed a riprendere con gli acquisti. Le conseguenze sono state buone sia per i mercati azionari che per la parte governativa. Nello specifico la possibilità di riaprire il QE in caso ci fossero ancora rallentamenti di crescita e bassa inflazione, ha infiammato gli scambi; insieme a queste parole sono arrivate anche le considerazioni della Fed a margine della riunione, in cui vi è stata la conferma degli attuali livelli di tassi, ma anche l’apertura a ribassarli ove necessario.

In questo contesto la Fed ha modificato in pochi mesi l’indirizzo, infatti a fine 2018 si scommetteva su quanti rialzi ci sarebbero stati, scontrandosi anche con il presidente Trump che aveva criticato questo atteggiamento, mentre ora siamo in una fase opposta, con gli analisti che prevedono un possibile ribasso prima della fine del 2019.

In questa situazione c’è stato un forte recupero dello spread sceso ai minimi dal settembre 2018 in prossimità di 230 punti, con rendimento del nostro decennale fino al 2.03%. Poi la volatilità, un’operazione di buy back annunciata dal Tesoro sul Btp giugno 2021 in concambio del Btp febbraio 2028, ed alcuni rumor di riscatti su fondi impegnati su titoli greci ed italiani, hanno risospinto lo spread verso quota 245. Per i listini azionari, sedute di recupero con il Ftse Mib sopra quota 21300.

Le nuove emissioni corporate sotto la lente

Sul fronte delle nuove emissioni è stata ancora una settimana intensa e ricca di soddisfazioni per emittenti e consorzi di collocamento che hanno visto ordini sui book abbondantemente superiori all’offerta.

Buona accoglienza per il nuovo titolo senior di Unicredit che ha raccolro ordini per 4.75 miliardi di euro. L’emissione, che ha scadenza giugno 2025, potrà essere rimborsato anticipatamente dopo 5 anni, avrà un ammontare di 1.25 miliardi di euro e riconoscerà ai sottoscrittori uno spread di 155 punti base sopra il tasso midswap, 185-190 era l’indicazione iniziale. Il bond ha rating Baa1/BBB e prevede tagli a partire da 100.000 euro. Il titolo (Codice Isin XS2017471553) ha cedola dell’1.25%, è stato collocato al prezzo di 99.663 garantendo un rendimento a scadenza pari a 1.32%; il titolo ha ben perfromato anche nel grey market con prezzi che sono saliti in area 100.25.

Sul bond di tipo senior non preferred emesso da Ubi Banca (Isin XS2015314037) sono arrivati ordini per quasi un miliardo di euro a fronte di un ammontare emesso di 500 milioni. Si tratta di un’obbligazione benchmark con scadenza nel 2024 a tasso fisso. L’affluenza degli ordini durante il processo di collocamento ha consentito di ridurre lo spread finale a 290 punti base sopra il tasso midswap a 5 anni, rispetto ai 305 punti base inizialmente annunciati dalla banca, Quindi la cedola fissa si è attestata a 2.625%, da pagare il 20 giungo di ogni anni, il prezzo di riofferta è stato fissato al 99.465 e il relativo rendimento a scadenza al 2.741%. Questa è una categoria particolare di emissione bancaria, si tratta di un’emissione senior non preferred o Tier3, in Italia la prima emissione risale al gennaio 2018 quando Unicredit ha immesso sul mercato i primi 1.5 miliardi di euro di bond a 5 anni, Sono obbligazioni che vengono dopo il debito senior e i conti correnti oltre 100 mila euro ma prima del mondo dei subordinati. Vanno a rafforzare la solidità di capitale della banca e possono essere sottoscritti solo da soggetti istituzionali.

L’accoglienza ricevuta dalle emissioni collocate da banche italiane resta positiva in un contesto in cui ormai è chiaro che i tassi di rendimento resteranno ai minimi ancora a lungo, infatti la politica monetaria in Europa è destinata a restare accomodante.

Renault è uscita con 1 miliardo a scadenza 2025 con cedola dell’1.25%. Il rating del titolo è Baa3, con taglio da 100 k +100k (FR0013428414); il prezzo d’emissione a 99.319 è cresciuto negli scambi di grey market di oltre un punto fino a 100.75 circa. La finanziaria del gruppo transalpino, Rci Banque, (Isin CH0419041311) è uscita in franchi svizzeri con 170 milioni allo 0.5% con taglio minimo da 5mila euro e multipli di 5mila euro. Il titolo ha ricevuto interesse dagli investitori, per il taglio retail e la divisa considerata sempre come “rifugio”.

America Movil Sab ha collocato 1 miliardo di euro con un’obbligazione senior. Il bond (Isin XS2006277508) paga una cedola annua fissa dello 0.75% ed è stato collocato al prezzo di 99.745 per un rendimento a scadenza dello 0.783%. Taglio minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille e rating A3/A-.

La birra danese Carlsberg è uscita con 400 milioni di euro con cedola del 0.875% a scadenza 2029, taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille, rating Baa2/BBB+ (Isin XS2016228087). Il prezzo d’emissione a 98.91 è stato via, via migliorato nel grey market fino alla soglia di 100.

Sulla parte dollaro, la China Railway con un miliardo perpetual con call a 5 anni e cedola del 3.97%. Rating A3/A-/Baa1 e taglio minimo da 200mila euro con multipli di mille.

Wells Fargo è uscita con 2.5 miliardi di dollari con scadenza 2027 e cedola del 3.196%; rating A2/A-/A+, taglio retail mille euro con multipli di mille (Isin US95000U2F97)

In dollari high yield per le linee aeree Srilankan Airlines, rating B con 175 milioni a scadenza 2024 e cedola del 7% pagata semestralmente. Isin XS2010609662 e taglio minimo da 200mila euro con multipli di mille.

Hera ha dato mandato per emettere un nuovo green bond, rating Baa2. Mandato anche dall’assicurazione francese Cnp per i prossimi giorni con 500 milioni di tier 2 a scadenza decennale.

Profilo autore

Carlo Aloisio
Senior Broker Unicredit