Petrolio, Brent più resiliente del Wti

La discesa del petrolio Brent è stata negli ultimi tre mesi meno accentuata rispetto a quella del Wti. E grazie a un coefficiente angolare più contenuto rispetto al greggio Usa, il movimento del Brent, seppur ancora impostato al ribasso è caratterizzato da una minore volatilità dei corsi. Tanto che la correzione, oltre che esser stata meno repentina, si è arrestata (almeno per il momento) prima della soglia tecnica e psicologica dei 70 dollari per barile, a differenza del Wti che ha ritracciato fino a quota 64,40.

Dal punto di vista operativo, inoltre, il Brent sta già generando significativi segnali per una possibile inversione rialzista, a cominciare dal test a quota 73 della media mobile a 21 sedute e della coincidente resistenza dinamica discendente di breve termine. Un ostacolo oltre il quale, dollaro permettendo, le quotazioni potrebbero risalire in prima battuta verso 74,40 (dove transita ora la media mobile a 50 giorni) e in seguito, dopo un’eventuale pausa laterale di consolidamento di breve perido, in area 76,40/77,50. Per contro, nell’ipotesi in cui il Brent non dovesse riuscire a mettersi alle spalle quota 73 per i corsi si profilerebbe una nuova correzione con obiettivi in zona 70,40/70 prima e 68,90 in seguito.