Ripple stordita dal Flash Crash, bene il bitcoin

Gli exchange non regolamentati rimangono il tallone d’Achille delle criptovalute.

Ad esempio, il Flash Crash di Ripple, ha fatto emergere la fragilità delle piattaforme di trading.

Ripple, con una capitalizzazione superiore ai 31 miliardi di dollari è stabilmente al terzo posto fra le big.

Una market cap che faceva dubitare circa la possibilità di manipolare i prezzi.

Invece, poco secondi prima delle ore 12:30 (UTC) di mercoledì 25 aprile, un consistente ordine di vendita inserito sulla piattaforma Bitfinex (quinto exchange per volumi di scambio giornalieri sul cambio XRP/USD) ha visto il prezzo di ripple registrare una perdita del 40%, da $0,8164 a 0,4901.

Un movimento veloce per ampiezza, recuperato nei successivi 60 secondi. Infatti, alle 12:32 la crypto scambiava in area 0,79-80 dollari.

I tre minuti di fuoco l’evento non hanno avuto riflessi negativi sugli altri maggiori exchange, dove si è continuato a scambiare senza oscillazioni.

L’ordine di vendita costato diversi milioni di dollari, ha fatto emergere i sottili ordini in acquisto inseriti sulla piattaforma con prezzi che non hanno trovato barriera sino ai 49 centesimi di dollaro.

Alcuni rumors indicano che il veloce recupero si è sviluppato per ordini inseriti dai bot automatici.

L’evento lascia perplessi e preoccupati i simpatizzanti di questa crypto che due giorni fa

sembrava voler raggiungere nuovamente il prezzo di un dollaro, sulla base della fiducia legata ai recenti annunci del team che lavora per la Fondazione Ripple.

Durante gli ultimi mesi sono state comunicate nuove partnership con importanti istituti finanziari e società di money transfer internazionali, in vista di un avvicendamento dagli attuali sistemi di trasferimento transfrontaliero a favore della criptomoneta virtuale XRP.

Durante la peggior settimana del 2018, nei primi giorni di aprile il Direttore Kunal Patel aveva annunciato il ritorno delle quotazioni in area $1,50 entro il primo maggio. A distanza di un mese l’annuncio sembra. un pesce d’aprile.

Fonte: https://it.tradingview.com/chart/XRPUSD/pYQdPoXr/

Ripple (XRP)

Con il massimo raggiunto martedì sera, 24 aprile, in area $0,9666 il rally dai minimi di inizio mese supera il +110%. Una salita che per intensità replica quanto accaduto sia a metà gennaio che ad inizio febbraio.

Entrambi i movimenti si sono dimostrati correzioni all’interno di un trend ribassista iniziato con il massimo raggiunto nella prima settimana dell’anno.

Con il minimo di inizio aprile il ribasso tocca il punto più basso del 2018 lasciando sul terreno oltre l’85% del valore in meno di tre mesi.

Nonostante la recente salita, la performance da inizio anno rimane tra le peggiori con un -65% dai massimi del primo gennaio. Tra le prime 25 valute virtuali a maggiore capitalizzazione fanno peggio solo Qtum (QTUM) con -67% e Bitcoin Gold (BTG) con -72%.

Livelli operativi

AL RIALZO: Terminata la fase di correzione è necessario assistere ad un ritorno dei prezzi sopra area $1,10 altrimenti, come le due volte precedenti, l’attuale movimento si configura come un ennesimo movimento di rimbalzo tecnico. A conferma della rottura sarà necessario aumento dei volumi e prezzi oltre area $1,40 nelle settimane successive.

AL RIBASSO: Ogni tentativo di correzione non sarà preoccupante sino area $0,70. La rottura al ribasso di questo livello farà prevalere nuovamente la pressione ribassista, invalidando la struttura al rialzo costruita nelle prime tre settimane di aprile. Ulteriori estensione sotto area $0,55 aprirebbero spazi per aggiornare i minimi annuali ($0,4541) segnati il primo giorno di aprile.

Fonte: https://it.tradingview.com/chart/BTCUSD/ORPJr9VE/

Bitcoin (BTC)

Si torna a salire dopo la pausa degli ultimi due giorni. Tornano gli acquisti dopo la flessione dell’11% dai massimi di martedì notte, 25 aprile, con prezzi arrivati a testare la soglia dei minimi relativi dell’ultimo fine settimana (area 8600).

In meno di 12 ore  i prezzi recuperano oltre l’8% spuntando nuovamente oltre la soglia dei 9200 dollari.

Il segnale tecnico indica di essere all’interno di un movimento correttivo del forte rally che in poco più di 10 giorni ha registrato un incremento superiore al 50%.

Per intensità secondo solamente a quello sviluppato nella prima parte del mese di febbraio.

Per avere le conferme della buona salute del toro, nelle prossime settimane sarà necessario salire oltre la barriera dei 10mila dollari.

Livelli operativi:

AL RIALZO: La tenuta dei supporti mensili in area 8600-8800 ha fornito buoni segnali di tenuta, favorendo una accumulazione che nelle ultime 10 ore ha riportato i prezzi oltre i 9000 dollari. Per confermare il trend rialzista iniziato i primi giorni di aprile, c’è bisogno di un ritorno sopra i massimi di martedì, area $9750.

AL RIBASSO: Il movimento ribassista delle ultime 48 ore si è fermato sopra i supporti in area 8400. Solamente la violazione al ribasso di questo livello fornirà i primi segnali di inversione trend dell’attuale ciclo mensile iniziato il 12 aprile.

Articolo a cura di Federico Izzi, tratto da cryptonomist.ch