Verso una tassonomia delle attività sostenibili

Il 2019 è in linea di continuità con l’anno precedente sul fronte della regolamentazione sulla finanza sostenibile. A dicembre, la Commissione europea ha aperto le consultazioni sulla proposta di tassonomia delle attività economico-finanziarie elaborata dal Gruppo di esperti (Technical expert group on Sustainable finance o TEG) istituito a giugno per fornire una consulenza tecnica su alcune delle iniziative contenute nel Piano di azione per finanziare una crescita sostenibile, che era stato approvato a marzo 2018.

I commenti sul primo round di proposte, quelle relative alle attività per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico, dovranno arrivare entro il 22 febbraio. Potranno partecipare alle consultazioni esperti tecnici e tutti i soggetti interessati, i cosiddetti stakeholder. La stessa scadenza vale per i feedback sulla fruibilità della tassonomia.

Il TEG ha poi identificato alcune aree per le quali richiede la consulenza di esperti attraverso l’organizzazione di seminari. Il riferimento, in particolare, è ai criteri di classificazione di ulteriori settori economici che possono dare un contributo sostanziale alla mitigazione dei mutamenti climatici, all’adattamento e alla valutazione delle cosiddette attività “non dannose” (uso e protezione dell’acqua, economia circolare, prevenzione e controllo dell’inquinamento, ecc.). Il gruppo di esperti mira a preparare entro giugno 2019 il report sulla tassonomia.

Agenda del Technical expert group on Sustainable finance

Obiettivo zero-emissioni
La tassonomia affonda le radici nel presupposto che il settore privato, in particolare, quello finanziario, abbia un ruolo primario nell’orientare gli investimenti verso un sistema economico meno inquinato. I capitali che servono sono davvero ingenti: per raggiungere gli obiettivi al 2030 dell’Accordo di Parigi (COP21), la Commissione europea stima che ci sia un gap di 150-177 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi ogni anno. Per centrare il target di zero-emissioni nette di gas serra entro il 2050, l’esborso annuo dal 2031 dovrebbe essere compreso in un intervallo tra 1,19 e 1,48 mila miliardi, molto più di quanto originariamente stimato.

Il settore finanziario è stato molto attivo negli ultimi anni su questo fronte, ma non esistono ancora principi condivisi a livello europeo su cosa sia “sostenibile” dal punto di vista ambientale. L’obiettivo dei 35 esperti del TEG, provenienti dalla società civile, dal mondo imprenditoriale e accademico, è proprio quello di colmare questo gap.

La proposta di tassonomia
La proposta in consultazione fissa i criteri per la creazione di una tassonomia, avendo a riferimento sei obiettivi ambientali: mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento, uso sostenibile e protezione dell’acqua e delle risorse marine, transizione verso un’economia circolare, riciclo e prevenzione dei rifiuti, controllo dell’inquinamento, tutela degli ecosistemi. Sono stati individuati 6 macro-settori in base alle emissioni di CO2, partendo dalla classificazione statistica delle attività economiche nella Comunità europea (NACE). Nel primo round di iniziative per mitigare il climate change rientrano, per il settore agricolo, la riforestazione, l’imboschimento e la gestione delle foreste. Nel settore manifatturiero, sono comprese l’efficienza energetica, gli impianti per rinnovabili per l’industria e l’edilizia, la produzione di veicoli poco inquinanti, tecnologie low carbon. In quello elettrico e del gas, il focus è sulle energie alternative; in quello dei trasporti l’uso della ferrovia e dei mezzi pubblici. Rientra nel primo round anche il settore dell’edilizia e riqualificazione degli immobili.

Fanno parte della seconda fase, invece, la produzione agricola, l’industria mineraria, la generazione di energia elettrica, il trattamento dell’acqua e dei rifiuti, i servizi tecnici e professionali funzionali ai settori che rientrano nella tassonomia.

Solo la E di ESG
Il lavoro del gruppo di esperti, dunque, è concentrato sul fattore ambientale, mentre gli altri cardini della sostenibilità, che compongono l’acronimo ESG, ossia il sociale e la governance, non sono presi in considerazione, almeno per il momento. E’ bene, inoltre, ricordare che la tassonomia è solo una delle attività indicate nell’Action Plan della Commissione europea, che comprende, tra l’altro, standard per i green bond, l’integrazione della sostenibilità nella consulenza finanziaria e nei doveri fiduciari degli investitori istituzionali, l’aumento della trasparenza e l’assunzione di una prospettiva ESG di lungo termine nel governo societario.

Profilo autore

Sara Silano
Managing Research Editor, Morningstar Italy