Volatilità in aumento

Il mese di febbraio riporta in primo piano una fase di mercato che non si vedeva da tempo, ossia la volatilità, il “pane” prediletto dai trader di brevissimo periodo. Di contro, per chi guarda agli investimenti basandosi sui fondamentali delle aziende o sui dati macro, deve cercare d’intercettare il momento migliore per entrare nella fase negativa del trend.

I dati americani sull’inflazione più alti delle previsioni, hanno impattato sui rendimenti dei titoli obbligazionari, che sono cresciuti. Per la parte governativa è stata una settimana ricca di aste, in particolare sui nostri titoli erano in programma quelle di metà mese con i Btp a medio-lungo termine: un banco di prova molto importante.

Il Tesoro ha offerto titoli a medio-lungo termine, che sono stati quasi tutti soddisfatti nella parte più alta della forchetta. In particolare sul Btp ottobre 2020 (IT0005285041) sono stati collocati 2,5 miliardi a rendimento 0.05% in leggerissimo rialzo rispetto allo 0.004% della precedente. Sulla scadenza novembre 2024 (IT0005246340) il rendimento si è rialzato di 0.08 centesimi, con un valore finale del 1,43%. Ma il titolo maggiormente sotto i riflettori era il trentennale marzo 2048 (IT0005273013) collocato per 2,25 miliardi con un rendimento del 3,16% in ribasso rispetto al collocamento precedente.

Impegnata sulla parte lunga della curva anche la Germania, che aveva in programma fino a 2 miliardi di Bund trentennale (DE0001135481), collocato per 1,273 al rendimento dell’1,33% in rialzo rispetto al 1,28% precedente. Sul secondario lo spread tra Btp e Bund è oscillato mediamente in area 125 con il nostro benchmark di riferimento che è salito nuovamente sopra il 2% di rendimento.

La volatilità è un elemento negativo per chi vuole emettere nuovi titoli, poiché il rischio di trovarsi in una giornata di rialzo dei rendimenti costringerebbe a rivedere i livelli dello spread di un titolo, quindi ci sono state meno emissioni del solito sulla parte corporate.

Beni Stabili è tornata sul mercato con un deal da 300 milioni che ha ricevuto rating BBB- da S&P con scadenza febbraio 2028 (XS1772457633), cedola del 2.375% e taglio minimo da 100k+1. A fronte di un prezzo d’emissione a 99,063 il titolo sul grey market successivo si indebolito scendendo in area 98,20.

Dalla Città di Madrid, Baa2/BBB+/BBB di rating è arrivato un collocamento da 1 miliardo di “sustainable bond” con cedola del 1,773% con scadenza ad aprile 2028. Il titolo emesso a 100,006 con taglio retail da 1k+1k è finalizzato ad investimenti per migliorare le emissioni energetiche nella capitale, l’isin è ES0000101875.

La Sixt è uscita con un nuovo titolo a 6 anni, originariamente a rendimento ms+115, sceso poi a ms+105, il totale emesso è di 250 milioni con taglio retail da 1k+1k, l’isin è DE000A2G9HU0.

Più attività sui dollari, con l’Egitto che ha lanciato un multitranche da 4 miliardi con taglio minimo d’investimento da 200 k +1, suddivisi sulla scadenza 2023 per 1,25 miliardi a cedola del 5,577% (XS1775617209); altri 1,25 miliardi sulla scadenza 2028 al 6,588% (XS1775618439) ed infine 1,5 miliardi di dollari sulla scadenza 2048 con cedola 7.903% (XS1775617464). Il più breve ed il lungo hanno ben performato salendo sopra il prezzo d’emissione a 100, mentre più in linea è rimasta la scadenza 2028. Sempre sul dollaro anche il deal della Nigeria che esce con due scadenze benchmark a 12 e 20 anni, rispettivamente con rendimento indicato a T+450 e T+487.5; il taglio previsto è da 200 k +1k.

Scelta del dollaro anche per la Zurich Insurance che è uscita con un subordinato da 500 milioni con scadenza 2028 e prima call a partire dal 2028; la cedola è fissata al 4,875% fino alla prima call deò 2028 ed in caso di proseguimento diventa un variabile con formula 15y-5y+3.018, ossia la differenza tra i tassi a 15 anni e quelli a 5 sommati al 3.018%, l’isin è XS1757449753.

Emissione in franchi svizzeri per Mediobanca con rating BBB/BBB che sta collocando un titolo a 5 anni con rendimento indicativo dello 0,55%.

Attesa per i prossimi giorni su Unipolsai, che ha dato mandato per emettere fino a 500 milioni a dieci anni di un titolo subordinato tier 2. Si prevede che l’emissione possa avere un rating Ba1/BB e ci sono aspettative positive sugli ordini che potranno arrivare ai lead manager dell’operazione che sono Jpm, Mediobanca ed Unicredit. Rumor anche per prossimi deal suFca.

Profilo autore

Carlo Aloisio
Senior Broker Unicredit